DA RIDIMENSIONARE Traffic edizione 2011 (ma una piccola riduzione ci sarà già quest' anno), che punta ancora sulla vecchia formula del free festival quando il mondo musicale è molto cambiato e costa 750mila euro di contributi pubblici (250mila concessi dall' assessorato all' Innovazione di Andrea Bairati, gli altri della Cultura) su un totale di 1 milione di euro. Da ripensare senza dubbio i contributi al Circolo dei lettori, mentre il Castello di Rivoli ha bisogno di un rilancio dopo «le figuracce fatte recentemente con le dimissioni, arrivate ancor prima della nomina, dal direttore del museo di San Francisco». Dopo la prima uscita sul bilancio del fondo per il cinema, Michele Coppola, neoassessore forzista nella tana della cultura monopolizzata finora dal centrosinistra, ieri mattina al Caffè letterario del Salone del libro, non vuole saperne di essere considerato il «grande tagliatore», ma ripete come in un ritornello che bisogna assumersi la responsabilità delle scelte. Il rischio però che la contrazione si faccia sentire è concreta e alla fine la somma da sottrarre ai 90 milioni del bilancio regionale potrebbe essere di 32 milioni di euro, i 24 indicati nel bilancio tecnico di Bresso cui si devono aggiungere gli 8 milioni che potrebbero essere confermati con il risparmio chiesto dalla giunta Cota a tutte le direzioni regionali, il 10 per cento. «Occorre trovare soluzioni nuove per far quadrare i conti, è finito il tempo dei contributi pari al cento per cento degli eventi, bisogna lavorare perché una parte entri con la biglietteria e una parte con gli sponsor privati». Nel vivace dibattito moderato dal caporedattore di Repubblica Pier Paolo Luciano, il neoassessore dice che questo in fondoè una linea che punta sul «merito». I colleghi-avversari Perone e Alfieri fanno un' apertura di credito, ma in particolare l' assessore del Comune sottolinea che il sistema culturale è al limite: «Oltre non si può andare, così si rischia di perdere il modello-Torino, finora vincente». Mentre Ugo Perone torna a ricordare che la cultura regala molto più di quello che prende: «Certo bisogna scegliere, ma l' analisi delle motivazioni dev' essere molto approfondita e tenere conto di molti aspetti». Fondazioni bancarie come bancomat? La riflessione lanciata qualche giorno fa da Coppola viene raccolta dai colleghi di Palazzo Civico e Palazzo Cisterna: «Attenzione al rischio che le politiche culturali le facciano poi le fondazioni», è il monito di Alfieri. Mentre il patron del Salone Rolando Picchioni dice che «la fondazioni non devono essere un bancomat, ma ci vuole un comune sentire riguardo agli obiettivi». Il presidente della Fondazione del libro non ha risparmiato poi qualche critica al sistema culturale piemontese: «Per esempio il sistema teatro, dove, per logiche che definirei familistiche, abbiamo creato tre teatri stabili». Dalla responsabile cultura del Pd, Francesca Cilluffo, e dal presidente della commissione comunale cultura Luca Cassiani la richiesta che sia Torino a essere eletta Capitale europea della cultura nel 2019.