ENTRO il 2004 si prevede per il Colosseo un afflusso di tre milioni e mezzo di visitatori, con un incremento dell'undici per cento rispetto all'anno scorso, mentre in genere gli altri musei e monumenti registrano in Italia una forte flessione. Nel 2003 la crescita sul 2002 fu dell'otto per cento, e così via a ritroso fino al 1997 e agli anni precedenti, quando il monumento veniva visitato da sette-centomila persone. L'incremento di pubblico non è tuttavia in alcun modo proporzionale all'andamento dei flussi turistici, ma è in rapporto diretto con la migliore agibilità del monumento e con la qualità dei servizi per il suo funzionamento. È inoltre connesso con la riorganizzazione funzionale dell'intera area archeologica, e con l'espletamento di attività culturali, mostre soprattutto, che hanno richiamato l'attenzione di nuove fasce di visitatori tradizionalmente assenti. È in corso di attuazione un imponente progetto per il restauro e per l'adeguamento del monumento a migliori livelli di sicurezza, oltre che per l'apertura di settori da tempo inagibili. È stato reso possibile grazie alla liberalità della Banca di Roma Capitalia che nel 1994 ha destinato allo Stato, per il Colosseo, 40 miliardi di lire (pari ad oltre venti milioni e seicen-tomila euro), di cui 26 miliardi già erogati. I lavori eseguiti sotto la guida dell'architetto Giangiacomo Martines, a cui si deve tra l'altro anche il restauro della Colonna Traiana e della Colonna di Marco Aurelio, hanno consentito di triplicare la superficie monumentale aperta al pubblico. I dodicimila visitatori che mediamente frequentano il Colosseo ogni giorno dispongono infatti di una superficie agibile di circa 12.000 metri quadrati (solamente 4.000 nel 1994), pari al 45 per cento del piano di calpestio ancora conservato. Si calcola che l'incremento delle aree aperte al pubblico e il miglioramento delle condizioni di agibilità potranno porre il Colosseo in grado di ospitare anche 40 mila persone al giorno. Tra le attrezzature installate per rendere il monumento più facilmente accessibile vi sono due grandi ascensori che raggiungono l'ambulacro del primo livello superiore, e nuove biglietterie dotate di tecnologia avanzata. Naturalmente il programma comprende oltre al restauro delle strutture antiche anche le opere, in buona parte già eseguite, per la sicurezza: parapetti, transenne, protezioni di ogni genere, video-sorveglianza, nonché lavori per il decoro e per l'igiene. Per le cancellate definitive, che chiuderanno i fornici esterni, è stato già elaborato un modello di ferro forgiato. Il lavoro più impegnativo per l'agibilità del monumento, e al tempo stesso per il ripristino di un suo aspetto essenziale, quello del piano ligneo dell'arena, ha richiesto un lungo e approfondito lavoro di analisi sui resti monumentali, eseguito dall'Istituto Archeologico Germanico di Roma, ed una raffinata progettazione dovuta al Dipartimento di ingegneria strutturale e geotecnica dell'Università La Sapienza. È stato così possibile ricostruire in legno una porzione dell'arena di 600 metri quadrati, su una superficie complessiva che in antico era di 2.300 metri quadrati. Il nuovo piano praticabile consente ai visitatori di acquisire condizioni di percezione visiva dell'intero sistema architettonico del Colosseo, altrimenti impossibili, e consente al tempo stesso di far comprendere meglio il complesso funzionamento della macchina scenica durante lo svolgimento dei giochi gladiatori. Il restauro ha comportato anche cantieri pilota, concepiti per poter progettare alla luce di concrete esperienze interventi di maggior mole. Il cantiere più rappresentativo sotto questo aspetto è stato quello con cui si è ottenuta la pulitura del prospetto visibile da via dei Fori Imperiali, per l'ampiezza di quattro fornici e con una superficie di 1.300 metri quadrati, grande quanto la facciata di una cattedrale. Sono state rimosse dalle superfici esterne le incrostazioni nocive dovute all'inquinamento atmosferico causato soprattutto dal traffico automobilistico, restituendo al travertino il colore prodotto dal tempo nel naturale processo di invecchiamento della pietra. Tutti possono ammirarne i toni caldi e ravvisarvi le tonalità cromatiche raffigurate in quadri dipinti tra il Cinquecento e l'Ottocento. Il programma, dei lavori ha incluso ovviamente indagini scientifiche, intese non solo al conseguimento di informazioni essenziali per la conoscenza storica e del sottosuolo, ma anche per poter elaborare progetti di salvaguardia dal rischio sismico, in considerazione dei guasti che i terremoti hanno prodotto in passato al monumento. Nel 1995 la ricerca è stata affidata dal Ministro alle università di Roma, La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, che già in precedenza avevano colla-borato con la Soprintendenza archeologica di Roma per indagini sul Colosseo. Nell'attuazione degli interventi finanziati dalla Banca di Roma-Capitalia è stato determinante il coinvolgimento di aziende, e in primo luogo della casa editrice Electa per il sostegno organizzativo, editoriale e progettuale, anche in iniziative e attività culturali quali le mostre, alle quali si deve non poco la rinnovata fortuna del Colosseo presso il pubblico italiano.