E' quasi certo che proprio il viale centrale del cimitero fosse la prosecuzione della via, che termina con un cancello chiuso. Il cimitero, del resto, doveva arrivare fino al Gradaro. Non ci sono tracce di lapidi, l'ex cimitero è un parco naturale a due passi dal centro della città. Unico segno della sua 'sacralità', una stele che ricorda come a fianco del cimitero degli ebrei ci fosse anche un cimitero militare. Ma anche in questo caso, il Demanio (cioè lo Stato, che rappresenta o dovrebbe rappresentare gli interessi di noi cittadini), ha abbandonato tutto al suo destino. La vera sorpresa arriva quando ci si avvicina all'estremità del cimitero. L'area è una terrazza naturale appoggiata sulle mura della città: sotto, di un paio di metri, c'è il lago Inferiore, raggiungibile comodamente girando intorno alla recinzione. Ad oggi, il sentiero è utilizzato da pescatori e da disperati: ci sono rifiuti dappertutto, ma basterebbe poco per trasformare il percorso in una passeggiata da porto Catena fino all'edificio della Fossa Magistrale, tra l'altro parecchio suggestivo e per nulla noto ai più giovani A ridosso del cimitero un paradiso naturale A ridosso del cimitero un paradiso naturale Ma lo stupore non si ferma di fronte alla vista del lago. L'ex cimitero ebraico riserva un'altra chicca. A margine del prato principale, quasi invisibile per la vegetazione che la avvolge, c'è una polveriera asburgica (1738 circa). Ancora integra, perfetta. Ci sono le volte sotterranee, c'è un piano rialzato. Il tutto in abbandono, pieno di casse contenenti chissà cosa, ma apparentemente solido, stabile e fruibile. Il buio è pesto, ma basta un flash della macchina fotografica per rivelare un piccolo tesoro. Le immagini, del resto, parlano chiaro. Un paradiso naturale e un fondamentale luogo della memoria e della storia. Ecco cosa il Demanio si tiene stretto per non farci nulla. Eppure basterebbe così poco per liberare una risorsa così importante per Mantova. Il sindaco Sodano prenda nota. E basterebbe così poco per assaporare, come ha fatto la Gazzetta, una pacifica liberazione dell'area. Se non altro per onorare la memoria di mantovani ebrei e militari ancora sepolti sotto l'erba alta ed i fiori di campo che profumano di pioggia. (15 maggio 2010)