La "grande opera" maggiormente necessaria per la Sicilia? I piccoli interventi di gestione ordinaria, che eviterebbero il degrado dei centri storici e valorizzerebbero il patrimonio culturale, sociale, paesaggistico, economico. "Dissesto idrogeologico e degrado urbano: scienza e democrazia per il cambiamento" è il titolo del convegno che ha riunito ieri, alla facoltà di Architettura, archeologi, urbanisti, geologi, economisti e politici, per riflettere sullemergenza che assilla la nostra regione e che in questi ultimi tempi è sotto gli occhi di tutti: la mancanza di un coordinamento generale che permetta il normale svolgersi delle attività cittadine. Michele Figurelli e Nicola Giuliano Leone hanno realizzato un documento che individua i punti critici del sistema: «Il grave dissesto idrogeologico e laggravarsi del degrado urbano continuano ad essere rimossi dallagenda di governo». Un invito a una politica che guardi ad una economia differente, dove privato e pubblico camminino insieme, tenendo ben presenti i processi di trasformazione della città, per poter delineare e realizzare una strategia anticrisi. p.n.