Fabio Granata passa dai Beni culturali al Turismo, Trasporti e Sport. Amareggiato, soddisfatto, com'è? «Sul piano politico non mi pare che An sia stata penalizzata - dice -, ha mantenuto due assessorati di rilievo. Non credo che il presidente Cuffaro abbia scontentato nessuno. Per me è un'altra sfida, lascio i Beni culturali con un certo rammarico perché ho lavorato per più di tre anni con passione quasi esistenziale. L'aver impiegato tutti i fondi strutturali, 800 milioni di euro, la più grossa somma investita in un territorio delimitato, per il recupero dei beni culturali che rappresentano la nostra identità mi danno la consapevolezza di avere contribuito a migliorare l'immagine della Sicilia, che non è né Rimini, né Sharm El Sheick e né Hammamet. ma un territorio unico al mondo per le sue stratificazioni storiche che vanno dai siti greci all'archeologia romana sino al Barocco. Abbiamo fatto un grosso lavoro con Pino Giado e Martello Salei no e sono certo che il collega Pagano, che stimo molto, saprà dare una continuità positiva». Ora deve affrontare una situazione del tutto nuova, con problematiche diverse. «Ringrazio per la scelta il presidente Cuffaro, il quale evidentemente mantiene la sua stima nei miei confronti e nei confronti del mio collega Raffaele Stancanelli. il turismo m qualche modo è legato ai Beni culturali, fanno parte entrambi di due dipartimenti che debbono promuovere la visibilità internazionale della Sicilia e la sua cultura. Il Satiro di Mazara che andrà all'Expo universale in Giappone come simbolo dell'Italia è un esempio di come Turismo e Beni culturali debbono marciare di pari passo. Il turismo non può funzionare bene senza una intelligente fruizione dei beni culturali e viceversa. Siccome non ci si mette di colpo al volante di una macchina nuova perché si rischia di sbandare chiederò che i direttori regionali restino congelati per pochi mesi, almeno sino alla scadenza del mandato naturale del 31 dicembre. Abbiamo tutti bisogno di non disperdere esperienze preziose e che questa prima fase di rodaggio avvenga con una guida sicura. L'assessore Francesco Cascio ha fatto un ottimo lavoro e la mia azione non sarà dunque nel segno della discontinuità. Abbiamo bisogno di un turismo di qualità e vorrei anche riprendere il Circuito dei miti che fu inventato da Nino Strano nei bellissimi teatri antichi di Sicilia. Ci vogliono grandi eventi che polarizzino l'attenzione del mondo sulla nostra terra e di migliorare i servizi e l'accoglienza del forestiero, in modo da creare una fidelizzazione dei flussi turistici. Bisogna far emergere una grande idea che è quella della Sicilia di qualità. Non è sulla quantità che si vince, ma con l'eccellenza. La Sicilia deve avere per tempo un pacchetto di eventi di grande richiamo». L'assessorato ai Beni culturali e quello al Turismo e ai Trasporti hanno un peso politico diverso? «Una volta entrambi gli assessorati erano considerati di seconda fascia, oggi tutti si sono accorti della loro valenza perché non ci può essere sviluppo senza valorizzare i nostri tesori culturali e il turismo. In questo senso i due assessorati hanno lo stesso peso e lo stesso indice di crescita. Ora dobbiamo riuscire ad integrare i circuiti culturali con quelli turistici. Non dimentichiamo che in questi ultimi anni la Sicilia si è affermata con un prodotto come il vino che è stato simbolo di un ritorno alla tradizione, ma con una grande capacità di innovazione. Il mix tra radici e modernizzazione è la carta da giocare. Questo significa anche lotta all'abusivismo, alla rapina del territorio. Come ultimo mio atto ai Beni culturali ho approvato il piano paesaggistico regionale che rappresenta con i piani d'ambito la certezza che tutti i piani regolatori non potranno pensare alle lottizzazioni selvagge e al cemento sulle coste, ma dovranno salvaguardare la sostenibilità dello sviluppo. Il cuore della battaglia è la rivendicazione dell'identità culturale siciliana. Se invadiamo le coste con costruzioni che guastano il paesaggio come hanno fatto in Spagna e altrove facciamo un danno irreparabile al territorio». Ma questo è soprattutto compito dell'assessore Cascio che dovrà mettere mano al riordino delle coste. Torniamo al turismo classico. A Taormina la Fondazione di Taoarte deve ancora decollare. «Mi ci dedicherò perché Taormina è la punta avanzata del nostro turismo. Quando al cinema sono in contatto con gli organizzatori del festival di Capalbio che è di grande rilevanza. Si sta ragionando per realizzare una sorta di Film commissione regionale che garantisca servizi di accoglienza e dia il patrocinio a certe produzioni che rappresentino un rilancio d'immagine del territorio. Se oggi il Sud-Est ibleo non soffre crisi turistica è anche grazie alle fiction del commissario Montalbano». Un consigliere prezioso per il turismo siciliano potrebbe essere Pippo Baudo. «Credo che la politica siciliana dovrebbe difendere Baudo, perché rappresenta più di ogni altro nel dopoguerra l'ambasciatore della cultura siciliana nella più grande azienda culturale italiana che è la Rai. Quindi il silenzio assordante della politica siciliana rispetto al modo con cui Baudo è stato trattato sicuramente non mi accomuna. Baudo è una risorsa per la cultura italiana e soprattutto per quella siciliana». Il nostro giornale si batte per il Ponte sullo Stretto, per i casinò e per i campi da golf. Qual è la sua opinione? «Che i casinò e i campi da golf sono degli strumenti certamente utili per lo sviluppo turistico. Quanto al Ponte ho ancora l'idea romantica dell'insularità del territorio, ma non sono un barricadero».
Granata: Turismo e cultura per esaltare l'identità siciliana
Il sottosegretario al Ministero dei Beni culturali, Fabio Granata, ha lasciato il ruolo per passare al Ministero dei Turismo, dei Trasporti e dello Sport. Granata è stato amareggiato ma soddisfatto della sua scelta, considerando che il Ministero dei Beni culturali ha mantenuto due assessorati di rilievo. Granata ha espresso la sua stima per il presidente Cuffaro e il suo collega Raffaele Stancanelli. Ha sottolineato l'importanza di integrare i circuiti culturali con quelli turistici e ha chiesto di mantenere i direttori regionali congelati per alcuni mesi per evitare la discontinuità.
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