Létoile dopo la lite con il sindaco di Roma. Alemanno: il suo contratto è superato Lartista, che dirigeva il corpo di ballo, si è alzata di scatto: per due anni non mi hai ricevuto La miccia che ha fatto esplodere lira di Carla Fracci è stata il contestato intervento del sindaco di Roma a favore del decreto. «Vergogna, vergogna, farabutto, in due anni non mi hai mai ricevuta» ha gridato lex direttore del corpo di ballo del Teatro dellOpera di Roma (dove si stava svolgendo la protesta) puntando lindice contro Alemanno: «La signora Fracci ha tutto il mio rispetto ma questo teatro ha bisogno di voltare pagina e di fare spazio ai giovani». «Ma se è proprio per i giovani che mi sto battendo - dichiara lètoile malcelando lira con un filo di voce: prima della sua sfuriata aveva volteggiato per tutta la platea a passo di valzer mentre coro e orchestra eseguivano "La traviata" - La mia uscita non è legata ad una questione personale, è il frutto dellesasperazione di chi per tanti anni ha dato tanto allarte, e ora vede distruggere tutto. Il precariato annienta la qualità. Ogni lavoratore licenziato è una ferita. Ogni ballerino mandato forzatamente in pensione a 45 anni con 500 euro al mese è unoffesa allintero mondo dello spettacolo, e non solo alla categoria dei tersicorei». La Fracci era presente allunica replica della Donna senzombra al Maggio, quella aperta dal discorso di Mehta contro il decreto Bondi, definito dal maestro "poveraccio": «Zubin ha fatto benissimo. Come deve reagire un musicista che, dopo aver dato 25 anni della sua carriera per fare dellorchestra fiorentina una delle più importanti in Europa, rischia di vedere disintegrarsi tutto in un attimo? La stessa sera, ho incontrato Maggiodanza, la compagnia di ballo del Comunale, esprimendo tutta la mia solidarietà: per colpa di questo decreto, rischiano di rimanere in 13, e questo significherà chiudere i battenti. Quale repertorio può mai affrontare una compagnia di 13 elementi?». Durante il consiglio comunale straordinario al teatro del Maggio, il centrodestra ha criticato lintervento di Mehta definendolo "demagogico": «A qualche politico non sta bene che noi artisti alziamo la voce? Poco male - conclude la Fracci, che conta di incontrare il nuovo sovrintendente del Comunale Francesca Romano subito dopo il suo insediamento - la mia politica è tutto il lavoro che ho fatto fin qui, e con me i tanti danzatori che reclutavo per fare spettacoli ovunque: nei tendoni, nelle chiese, nelle situazioni più disagiate. Chi te lo fa fare, mi dicevano, sei la prima ballerina della Scala. Io non li ascoltavo. Limportante, per me, era dare lavoro a più persone possibili e portare la grande danza là dove non sarebbe mai arrivata». Immediata la reazione del Pdl in consiglio provinciale: «Se lassessore avrà una volta tanto lintenzione di venire a Palazzo Medici Riccardi, lo faccia ma per dimettersi» dice il capogruppo Samuele Baldini. Reazioni positive, invece, allintervento del vicesindaco Nardella durante la manifestazione romana. Insieme allassessore alla cultura regionale Cristina Scaletti, ha invitato tutti i Comuni italiani a seguire la scelta di Palazzo Vecchio e della Regione di verificare con la Corte costituzionale «la possibilità di un ricorso per conflitto di attribuzioni: il decreto Bondi entra troppo nel dettaglio sovrapponendosi ai compiti dei governi regionali». (f.p.)
FIRENZE - La Fracci: "Pentita? Non torno indietro"
La ballerina Carla Fracci ha espresso la sua solidarietà con i danzatori del Teatro dellOpera di Roma, che si sono rivolti contro il decreto Bondi che prevede la chiusura di 13 teatri. La Fracci ha affermato che il decreto è "poveraccio" e che ogni lavoratore licenziato è una ferita per lintero mondo dello spettacolo. Ha anche criticato il sindaco di Roma, Alemanno, per non aver ricevuto i danzatori. La Fracci ha anche affermato che la sua politica è stata di dare lavoro a più persone possibili e portare la grande danza in luoghi disagati.
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