CI SARÀ anche Palazzo Vecchio, oggi a Roma a manifestare contro il decreto Bondi sulle fondazioni liriche. Non ci sarà l'assessore alla cultura Giuliano da Empoli, che il sindaco Matteo Renzi vorrebbe in consiglio comunale per discutere delle modifiche statutarie per la Fondazione Strozzi. A rappresentare il Comune ci sarà il vicesindaco Dario Nardella. Del resto, lo stesso sindaco Renzi l'aveva promesso ai rappresentanti dei lavoratori del Maggio una decina di giorni fa, al momento di trattare la sospensione dello sciopero. La «condivisione della protesta» e della manifestazione nazionale a Roma era proprio uno dei sette punti che il sindaco aveva offerto ai lavoratori per convincerli a tornare ad alzare il sipario sulla «Donna senz'ombra» di Strauss. Da Firenze è stato prenotato un pullman: un totale di 65 persone alle quali si aggiungeranno il vicesindaco Nardella e l'assessore provinciale alla cultura Carla Fracci. La manifestazione di Roma, alla quale sono annunciati anche i parlamentari d'opposizione delle commissioni cultura di Camera e Senato, è stata convocata dai sindacati per protestare soprattutto contro le norme per il personale dello spettacolo contenute nel decreto formato dal ministro dei beni culturali Sandro Bondi. Le organizzazioni sindacali, in particolare, contestano l'intervento sulle piante organiche e il blocco del turn-over. Ma anche la norma che prevede il pensionamento dei ballerini a 45 anni. «Misure di questo tipo non salvaguardano nè il lavoro e neanche la qualità del prodotto delle fondazioni liriche», dicono i rappresentanti sindacali. Una delegazione dei lavoratori del Maggio, giovedì prossimo, è stata invitata ad aprire «simbolicamente» la seduta pomeridiana del consiglio provinciale, questa settimana convocato per due volte. «Un atto simbolico col quale vogliamo ribadire la nostra condivisione e la nostra solidarietà alla mobilitazione dei lavoratori contro il decreto sulle fondazioni liricosinfoniche», spiegano i presidenti delle commissioni lavoroe cultura della Provincia Andrea Calò e Alessandro Cresci.