Manomesso nella notte il sistema di sicurezza del museo della cattedrale di San Lorenzo. L'opera ritrovata dalla Schucani. La tavola del '300 di Andrea Vanni è stata poi abbandonata vicino ai cassonetti. Rubata una tela del trecento. Rubata e abbandonata per strada. E' successo nella notte di giovedì. Il furto, con tanto di manomissione del sistema di sicurezza, è avvenuto nel museo capitolare della cattedrale di San Lorenzo. Precisamente nella sala 15. Nel centro del cuore della città. Indagano i carabinieri, che stanno già passando al vaglio la "scatola nera" delle registrazioni video del sistema di monitoraggio interno ed esterno. E' stata ritrovata intorno alle 8,15, all'alba, dietro i cassonetti di Piazza del Dado. Bagnata fradicia nel bordo superiore. I dipendenti della pasticceria Sandri stavano buttando l'immondizia quando l'hanno trovata e portata dalla loro titolare, Carla Schucani, intenta a lavorare nel laboratorio poco vicino. Lei, a sua volta, ha chiamato l'amico e responsabile della Soprintendenza Renzo Ricci che intorno alle 9,30 si è recato sul posto per verificare. Non ci poteva credere: la tavola di Andrea Vanni, la Madonna del Latte, buttata fra i sacchi dei rifiuti, sotto la pioggia battente. "Confermo la chiamata al cellulare di Carla Schucani e la segnalazione del ritrovamento - spiega lo stesso Ricci, da noi raggiunto telefonicamente - e a seguito del sopralluogo e della presa visione della tavola mi sono subito accorto che si trattava dell'originale. La Madonna del Latte è stata subito trasferita in soprintendenza e messa in sicurezza. Completamente bagnata, stava iniziando a perdere delle particelle di colore in alcuni punti: per questo è stata oggetto di un intervento urgente di restauro andato a buon fine. Possiamo dire che l'opera è salva. Nel contempo sono stati chiamati i carabinieri per segnalare il furto: con una pattuglia dell'Arma ci siamo portati nel museo del Duomo appurando l'asportazione della tavola di Vanni". Sul fronte delle indagini Ricci spiega "di non saperne di più e dunque di non poter rilasciare dichiarazioni in merito". Anche se sarebbe stata confermata la manomissione del sistema di allarme interno al museo. Come accennato nell'incipit, le immagini degli autori del furto potrebbero essere impresse nella memoria dell'hardware della rete di videosorveglianza. La testimonianza "Stamattina (ieri) intorno alle 8,15 è uscito dal mio ufficio un mio dipendente (Luca Bottini, ndr) per recarsi in piazza del Dado, dove ci sono i secchi della Gesenu. Doveva buttare i sacchi dell'immondizia. A quell'ora i cassonetti erano vuoti. Il ragazzo ha visto che qualcosa luccicava appoggiato al muro, proprio dietro l'angolo: è venuto da me dicendomi che aveva trovato una cosa che gli era 'parsa bella'. A questo punto ho chiamato Renato Ricci: quando è venuto giù e ha visto il quadro è rimasto di sasso. Siamo rimasti di sasso tutti. Se anche non fosse un originale, è certamente una copia antica, almeno dell'Ottocento. L'opera era scartata, non coperta, bagnata sulla parte superiore e appoggiata a muro. Comunque in buone condizioni nel complesso. Guardava verso la piazza. Siamo stati io e Ricci ad incartarla per portarla in Soprintendenza. Certamente la tavola è stata abbandonata lì dopo l'arrivo degli operatori della Gesenu (intorno alle 6,00, ndr) ché altrimenti l'avrebbero notata. Dietro c'erano due staffe di legno, una antica e una più moderna". Le indagini Non è la prima volta che i ladri di opere d'arte, pure solerti ed esperti, si trovano costretti ad abbandonare quadri di valore per strada. Probabilmente allarmati dalla presenza di forze dell'ordine o semplicemente da un passante: forse speravano di recuperare la tavola qualche tempo dopo. Il luogo dell'abbandono è molto vicino alla cattedrale. Si esclude per adesso l'atto vandalico: la tela, seppure bagnata,non era danneggiata irreparabilmente: nessuno sfregio o incisione ascrivibili a vandali. Non è escluso che si tratti di un furto su commissione, eseguito da manovalanza della "zona". Le scalette del Duomo come è noto sono appannaggio della microcriminalità legata al giro dello spaccio. Dal Duomo (che è stato chiuso) oltre alla tavola del Vanni non sarebbe stato portato via nient'altro. L'opera Non è nota la provenienza della tavola, che ritrae la Vergine che allatta Gesù bambino. Comparsa fino dal terzo secolo, l'iconografia della Madonna del Latte è tra le più antiche e venerate. In Italia fu particolarmente diffusa nel XIV e XV secolo. Fu vietata dopo il Concilio di Trento, quando venne proibito di raffigurare la nudità delle persone sacre. Nel dipinto assume notevole rilievo anche il cardellino che il Bambino tiene nella mano destra: simboleggia l'anima redenta dopo la morte. Secondo una leggenda assai diffusa la macchia rossa che l'uccellino ha sul capo si sarebbe formata quando, durante la salita al calvario, liberò il capo di Cristo da una delle spine della corona, macchiandosi di sangue
PERUGIA - Rubata la Madonna del latte.
Il museo della cattedrale di San Lorenzo è stato vittima di un furto di una tavola del '300, la Madonna del Latte di Andrea Vanni, che è stata ritrovata abbandonata vicino ai cassonetti di Piazza del Dado. La manomissione del sistema di sicurezza è stata segnalata ai carabinieri, che stanno indagando sul furto. La tavola è stata trovata bagnata e con delle macchie di colore, ma è stata restituita alla Soprintendenza e messa in sicurezza. Le indagini stanno ancora in corso e si stanno verificando le immagini degli autori del furto. Il luogo dell'abbandono è vicino alla cattedrale e si esclude che si tratti di un atto vandalico.
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