Avrebbe favorito la nomina di Ignazio Farris alla guida dell'Agenzia regionale per l'ambiente sarda. Subito dopo, sui conti correnti del Credito cooperativo fiorentino, la banca di Denis Verdini, l'uomo d'affari nonché sponsor di Farris Flavio Carboni ha cominciato a far affluire il denaro circa dieci milioni di euro - degli imprenditori dell'eolico. Quando gli investigatori del comando provinciale dei carabinieri di Roma hanno messo in fila questa ed altre evidenze sono molte le intercettazioni dai contenuti "espliciti" - il procuratore aggiunto della Dda di Roma Giancarlo Capaldo e i sostituti Sabelli e Calò non hanno potuto fare altro che iscrivere al registro degli indagati il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci. Le ipotesi sono concorso in corruzione e abuso d'ufficio. La svolta nell'inchiesta sugli impianti eolici in Sardegna è arrivata nei giorni scorsi e racconta di un'altra cricca. Un vizio nazionale, sembrerebbe. Di là i grandi appalti. Di qua le nuove energie, un giro d'affari che sta facendo gola a molti. Ma sempre di cricca si tratta. A capo di questa, col ruolo di lobbista, ci sarebbe Flavio Carboni curatore degli interessi di alcune aziende dai nomi che parlano, "Vento in poppa", "Na volta", Eolo 3W", Serre dei venti" e "Via col vento". Carboni, secondo le evidenze finora in possesso dell'aggiunto Capaldo, su indicazione del senatore Marcello Dell'Utri, uno dei fondatori di Forza Italia, si sarebbe rivolto al coordinatore del Pdl Denis Verdini per poi meglio intercedere, tutti insieme, sul neoeletto governatore sardo Ugo Cappellacci per avere il via libera in Sardegna. Che la filiera abbia raggiunto l'obiettivo desiderato lo dimostra la nomina da parte di Cappellacci di Ignazio Farris alla guida dell'Arpa, l'agenzia regionale per l'ambiente da cui dipendono tutte le autorizzazioni per i parchi eolici. Nomina che per l'appunto arriva "poco dopo l'insediamento del governatore" e successivamente "ad alcuni incontri tra Carboni e Cappellacci a casa dello stesso Verdini". Anzi, proprio il ruolo di Carboni nei panni di consigliere occulto del governatore sarebbe dimostrato da una lunga serie di incontri che ci stati tra i due a Cagliari ma anche a Roma. Una volta sistemato Farris nella poltrona decisiva, Carboni ha cominciato a far affluire i soldi raccolti dagli imprenditori nella banca di Verdini. Un fondo utile per ottenere ungere?- le varie autorizzazioni. E in parte transitato anche sui conti della Ste, società editrice del Giornale di Toscana che ha come azionista di riferimento lo stesso Verdini. Un intreccio molto simile a quello raccontato dall'inchiesta sui Grandi Appalti, storie diverse con molti punti in comune a cominciare dal nome di alcuni indagati come Verdini e comparse (un paio di consiglieri del Csm). Al momento sono otto gli indagati della nuova cricca: Cappellacci, Verdini, Flavio Carboni, il giudice tributarista Pasquale Lombardo, il costruttore Arcangelo Martino, il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu, il direttore dell'Arpa Ignazio Farris e il commissario dell'Autorità d'ambito (Ato), Franco Piga. Ulteriori sviluppi sono attesi dall'analisi del materiale sequestrato oltre che nella banca di Verdini negli uffici della Presidenza della Regione Sarda e in quelli degli assessorati dell'Urbanistica (competente per il rilascio dei nulla osta paesaggistici), dell'Industria e dell'Ambiente. Sotto osservazione anche i terreni del Sulcis-Iglesiente, l'area individuata per i parchi eolici, la cui proprietà è riferibile alla famiglia del presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo che al momento, si precisa in ambienti giudiziari della Capitale, "non è indagata". E torniamo di nuovo all'altra cricca, quella del G8. In un'intervista l'imprenditore fiorentino Riccardo Fusi ammette: "In Italia senza protezioni non lavori: ci sono delle protezioni e degli sponsor, cordate che vincono sempre" (La Stampa, venerdì 14 maggio). In ogni cricca è il rapporto con i politici che fa la differenza. Ed è la prima cosa da coltivare. Lo sanno bene Fusi, Verdini e Cappellacci. Da una delle intercettazioni del sistema gelatinoso: Verdini:...ti passo il presidente della Sardegna...che è un amico... quello che tu mi avevi detto che volevi salutare... te lo passo e poi dopo fisso un incontro con lui... Fusi:...va bene... lo saluto...Cappellacci:...piacere di conoscerti... F.:...anche a me... C:...e poi abbiamo un caro amico comune.... quindi per la proprietà transitiva... abbiamo un'amicizia". Forti dubbi sull'operato di Cappellacci vengono espressi dall'ex presidente della Regione Sardegna, Renato Soru: «Cappellacci dice bugie quando afferma di aver chiuso tutto a doppia mandata. Ha solo finto di essere contro l'eolico - denuncia Soru - e comunque i suoi timidi interventi sono stati tardivi: i buoi erano già scappati». Secondo l'analisi di Soru, l'esecutivo di centrodestra ha prima cancellato le regole imposte dalla Giunta precedente («mi hanno dato del talebano», ricorda), poi, un anno dopo, è intervenuto con una direttiva «frettolosa e confusa». Siamo nel marzo del 2010. «Perché solo adesso? Il sospetto - spiega ancora Soru - è che Cappellacci abbia preso paura: siamo nel pieno dello scandalo G8 e grandi appalti, nelle intercettazioni finiscono nomi eccellenti e lui decide di cambiare totalmente idea e fa finta di essere contro l'eolico e di volerlo bloccare. La verità è che per un anno interno, dall'insediamento della Giunta, con la prima finanziaria regionale che azzera le norme precedenti, al marzo 2010, la Sardegna è stata completamente senza regole, un unico grande territorio dove era possibile installare qualunque parco e soprattutto in qualunque luogo. Noi, invece, nel 2007 avevamo dato una ferrea regolamentazione: prima la pubblica amministrazione, poi le imprese energivore quindi i bandi pubblici per i privati con l'installazione di impianti solo nelle aree industriali già compromesse». E sul comitato d'affari, Soru aggiunge: «Cappellacci non è il padrone di se stesso, è nelle mani di chi lo ha governato da subito. Non ha alcuna autonomia, nomina il direttore dell'Arpas sotto dettatura di Verdini figuriamoci che freno può mettere all'affare dell'eolico». Di qui la richiesta: «Cappellacci venga nell'Aula del Consiglio regionale e dica se è in grado di rappresentare gli interessi dei sardi e della Sardegna o se è totalmente nelle mani di un comitato politico e di affari. Personaggi come Flavio Carboni non si sono mai avvicinati né a me né alla mia Giunta, era impossibile che potesse accadere. Ora invece - ha concluso Soru - Carboni entra ed esce dai palazzi della Regione».
SARDEGNA - Cappellacci nella bufera: Concorso in corruzione. Soru: ora spieghi ai sardi
L'inchiesta sugli impianti eolici in Sardegna ha rivelato una cricca di corruzione e abuso d'ufficio. Il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci è stato nominato alla guida dell'Agenzia regionale per l'ambiente sarda (Arpa) grazie all'intervento di Flavio Carboni, un lobbista che ha curato gli interessi di alcune aziende eoliche. Carboni ha fatto affluire denaro in una banca di Denis Verdini, un uomo d'affari e sponsor di Farris, e ha influenzato la nomina di Ignazio Farris alla guida dell'Arpa.
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