Lassessore regionale allambiente Bramerini: positivo lo sfruttamento di fonti di energie rinnovabili I nostri uffici sono molto severi. In Italia gli imprenditori ci accusano di esserlo perfino troppo La legge non ci obbliga a chiedere il certificato antimafia, ma la società laveva già presentato al Comune pisano «Il boom delleolico esiste, ma per noi è positivo, perché abbiamo contingentato gli obiettivi e verifichiamo sempre limpatto ambientale degli impianti». Anna Rita Bramerini esclude che in Toscana sia in corso una proliferazione selvaggia di torri e pale. Lassessore regionale allambiente difende anche il sistema dei certificati verdi, che sembra far gola alle multinazionali del vento. «Senza incentivi le rinnovabili non potrebbero svilupparsi, costano troppo, e non potremmo raggiungere i parametri di Kyoto». Assessore, non cè il rischio che le società delleolico si disinteressino dellambiente e puntino al sodo? «Sì, ma solo dove non esiste un meccanismo rigoroso di verifica dei progetti. In Italia, dal primo gennaio, il parere delle sovrintendenze è vincolante e i progetti vanno sempre sottoposti alla valutazione di impatto ambientale. Le garantisco: i nostri uffici sono molto rigorosi. In Italia gli imprenditori ci accusano di esserlo perfino troppo». I dati del Gse sono chiari: in Toscana cè poco vento. Non si rischia di rovinare il paesaggio senza trarne alcun vantaggio? «E vero, leolico ha un impatto sul paesaggio. Proprio per questo va collocato in zone in cui la ventosità lo giustifichi. E in questa logica di sostenibilità che ci siamo dotati di un piano energetico regionale fatto di un mix di rinnovabili. Il tetto di 300 Mw fissato alleolico è il più basso rispetto a geotermico, biomasse e fotovoltaico. Un piano in cui crediamo perché ci permetterà di essere una delle regioni più virtuose dEuropa e di centrare gli obiettivi Ue». Ma i progetti al vaglio della Regione vanno ben oltre quel tetto e il vostro piano non è vincolante. «Questo è un problema che riguarda tutte le rinnovabili perché manca un piano energetico nazionale. In più, il governo continua a rimandare lemanazione delle linee guida previste dal 2003. Senza quelle non è possibile regolamentare questo settore. Stiamo cercando una soluzione insieme allassessore Marson per far convergere le politiche territoriali e politiche energetiche». Per ora però si costruisce anche su aree protette che sono meta di turismo. «Solo se non sono vincolate. Ripeto: il parere delle sovrintendenze è imprescindibile. E poi su questo tema esistono pareri discordanti. Gli amministratori locali mi dicono che leolico sta favorendo il turismo scolastico». In unintercettazione della Dda di Palermo, larchitetto del comune di Mazara del Vallo, poi condannato per associazione mafiosa, definisce una delle aziende che avete autorizzato a costruire "cosa nostra". Che verifiche fate sulle società? «La legge sulle rinnovabili non ci obbliga a chiedere i certificati antimafia. Quindi, da parte nostra, non cè stata nessuna omissione. Comunque, la società laveva già presentato al comune di Santa Luce, che per la realizzazione dellimpianto aveva bandito una gara dappalto. La materia deve essere disciplinata dallo Stato. Ma non possiamo farlo noi. Altrimenti si creerebbe un conflitto di competenze. E accaduto con la legge regionale sugli appalti, che introduceva maggiore trasparenza per le aziende, ma il governo lha impugnata e la Corte costituzionale gli ha dato ragione». (m.n.)
FIRENZE - "Verifiche rigorose sui progetti saremo i più virtuosi dEuropa"
Lassessore regionale allambiente Anna Rita Bramerini difende il sistema delle rinnovabili, affermando che il boom delleolico è positivo per lambiente e che la Regione ha contingentato gli obiettivi e verificato l'impatto ambientale degli impianti. Bramerini esclude che le società delleolico si disinteressino dellambiente e puntino al sodo, ma riconosce che il parere delle sovrintendenze è vincolante e che i progetti vanno sottoposti alla valutazione di impatto ambientale. La Regione ha fissato un tetto di 300 Mw per leolico, che è il più basso rispetto ad altre fonti di energia rinnovabile.
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