Non rappresentano affatto una buona notizia le dimissioni del professor Romano Silva dalla presidenza dell'Opera delle Mura. A pochi giorni dalla nomina, si è trovato costretto a lasciare - al di là delle motivazioni ufficiali - per assoluta mancanza di reale autonomia e soprattutto per l'impossibilità di progettare davvero interventi di recupero e di rilancio. Cos'altro doveva fare quando ha constatato che l'amministrazione comunale si ingegna a cercare fondi dal governo per acquistare i terreni dei vivai Testi in viale Del Prete prima ancora di pensare al paramento che cade a pezzi, divorato dalle piante infestanti, dall'incuria di decenni e anche dai ladri di mattoni antichi? O prima di progettare come restaurare la Casa del Boia e il Canile e cosa farne per renderli un altro formidabile richiamo per il turismo di qualità? O di recuperare i progetti che volevano fare della Casa del Boia e del Canile il centro di accoglienza ad est della città, con tanto di musei, caffetteria e spazi per concerti e spettacoli? L'inspiegabile noncuranza, per usare un eufemismo, con la quale si continua a procedere nella politica di rilancio dell'immagine e delle funzioni delle Mura fa del resto il paio con quella, ormai radicata, per la valorizzazione della parte lucchese della vita e delle opere di Giacomo Puccini. Sta per partire una bella gita in Argentina per portare nell'America del Sud la mostra sul maestro. Bene, cosa diranno i nostri amministratori agli argentini ammirati: venite a Lucca, città natale del maestro, dove troverete chiusa la sua casa in via di Poggio, nessuna manifestazione e nemmeno uno straccio di itinerario guidato ai luoghi del grande compositore? Mura e Puccini richiedono una presa di coscienza reale e interventi strutturali; non sono giocattoli (oltretutto rotti) da portare in giro per mettersi in mostra. In tempi di evidenti ristrettezze ecomiche dovrebbe essere strada obbligata procedere secondo priorità chiare, che mettono gli interventi di fondo al primo posto. Per quelli invece non si trovano, né si cercano con progetti validi e concreti, i soldi che pare invece si reperiscano con facilità per iniziative di secondo piano, se non effimere.