Non solo uomini di governo, ma anche funzionari e un generale della Guardia di Finanza ROMA. Si allunga la lista di ministri ed esponenti del governo Berlusconi, e di funzionari legati al centrodestra, indagati, coinvolti o sfiorati dalle inchieste delle procure di Firenze, Perugia e Roma. Ecco tutti i potenti finiti nella rete degli appalti. Guido Bertolaso. Il capo della Protezione civile è indagato per corruzione dalla procura di Perugia nell'inchiesta sugli appalti per il G8. Bertolaso è indagato anche per l'inchiesta "rompiballe" sullo smaltimento dei rifiuti a Napoli per traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Claudio Scajola. Protagonista della vicenda più clamorosa, con quella casa "in faccia" al Colosseo acquistata con il contributo "generoso" di Anemome: 900mila euro. Dimesso da ministro dello Sviluppo economico, per ora non risulta indagato dalla procura di Perugia che prosegue gli accertamenti. Denis Verdini. Fiorentino, stretto collaboratore del premier e uno dei coordinatori nazionali del Pdl, "recita" in due inchieste: indagato a Roma per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sul comitato d'affari (col faccendiere Flavio Carboni e il presidente della Regione Sardegna Cappellacci) per illeciti negli appalti pubblici in particolare sull'eolico in Sardegna. Verdini è indagato per corruzione anche nell'inchiesta sul G8, relativa al suo "interessamento" per i lavori alla scuola Marescialli e carabinieri di Firenze. Ugo Cappellacci. E' la "new entry" il presidente della Regione Sardegna, indagato per corruzione (con Verdini e Carboni) nell'inchiesta sugli appalti per gli impianti a energia eolica sull'isola. Altero Matteoli. Il ministro toscano delle Infrastrutture e dei Trasporti non è indagato, ma solo sfiorato dall'inchiesta sui Grandi Appalti per la scuola dei Marescialli a Firenze dove compare nelle intercettazioni con Verdini. E' rimasto coinvolto nell'inchiesta della procura di Genova per violazione di segreto e favoreggiamento per aver avvertito l'ex prefetto di Livorno delle indagini per abusi edilizi all'isola d'Elba. Ercole Incalza. E' il braccio destro di Matteoli. Si indaga sui suoi rapporti con Anemone dopo la scoperta di una casa acquistata a Roma dal genero con il solito "generoso" contributo dell'imprenditore della cricca per 520mila euro (la prestigiosa abitazione in via Gianturco a Roma è pagata oltre 900mila euro). Fu proprio Incalza a mettere in contatto il genero con Zampolini, il professionista incaricato da Anemone di occuparsi delle questioni relativi alle "regalìe" del mattone. Francesco Pittorru. Il generale della Guardia di Finanza è indagato per corruzione sempre nell'inchiesta Grandi Eventi. Anche in questo caso si parla di case: due abitazioni comprate in via Merulana e in via Poliziano a Roma grazie a 800mila euro ricevuti da Anemone, via Zampolini. Prima ha dichiarato di essere in possesso dei documenti del prestito ottenuto da Anemone, per poi denunciarne il furto. E la sua posizione si è aggravata. Sandro Bondi. Il ministro dei Beni culturali tirato in ballo per le nomine chiacchierate per i lavori di ristrutturazione degli Uffizi, non è indagato e si sta difendendo con grande vigore di fronte alle indiscrezioni. Si parla di un'informativa della Finanza sul ministro, ma lui minaccia querele. Pietro Lunardi. Legato ad Angelo Balducci, l'ex ministro è sotto la lente per lavori effettuati da una ditta di Anemone nella sua abitazione di Parma e l'acquisto di un immobile a Roma. Un testimone (l'autista-tuttofare di Anemone) ha raccontato che portava spesso delle buste all'ex ministro. Lui replica: «Erano solo documenti».
Tutti i potenti nella rete degli appalti
La lista dei potenti indagati, coinvolti o sfiorati dalle inchieste delle procure di Firenze, Perugia e Roma è lunga. Tra i principali ci sono Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, indagato per corruzione in due inchieste: quella sugli appalti per il G8 e quella sullo smaltimento dei rifiuti a Napoli. Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo economico, è indagato per corruzione in un'inchiesta sulla casa acquistata con il contributo di Anemome. Denis Verdini, stretto collaboratore del premier, è indagato per corruzione in due inchieste: quella sul comitato d'affari e quella sul G8.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo