In centro 100 piante, tutto il resto nei parchi di cintura Lassessore Cadeo "Spero di riuscire a finanziare almeno la metà delle opere grazie agli sponsor che già cominciano a farsi avanti" Costi troppo alti: il mezzo milione annunciato di nuovi esemplari si riduce a 300mila, il progetto studiato per Abbado tramonta definitivamente Il "verde su grigio", ovvero la piantumazione in mezzo allasfalto, è un lusso: duemila euro a unità che crescerebbero a 10mila nel caso di via Dante Larchitetto Kipar: "La vegetazione in periferia favorirà il ricambio daria in tutta larea urbana" Intanto in città spuntano i giardini fatti dai cittadini Tutti gli altri finiranno nelle aree verdi, con unattenzione particolare per le periferie. Perché se, esteticamente parlando, gli alberi rendono la città più bella e la vita di tutti i giorni più piacevole nei quartieri più infelici, da un punto di vista ambientale, dicono gli esperti, possono favorire lentrata dei venti in città, migliorando la qualità dellaria. A spiegarlo è Andreas Kipar, larchitetto paesaggista che ha ideato i Raggi verdi, il mega progetto pensato per Expo 2015 e già inserito nel Piano di governo del territorio: «Milano deve puntare sulla costituzione di "camere a ossigeno" nelle periferie creando zone fredde che facilitano lo spostamento dellaria, incanalando il vento verso il centro, dove le polveri ristagnano di più». Lidea, dunque, sembra di più facile realizzazione. Anche se parlando con i tecnici di Palazzo Marino si scopre essere comunque costosissima: secondo le stime di Palazzo Marino il peso sulle casse pubbliche sarà di oltre 60 milioni di euro, 46 per i Raggi verdi e 15 per le 300mila nuove piante. Soldi che, in un periodo di magra come questo, il Comune proprio non ha. Ma li cerca: «Spero di riuscire a finanziare almeno il 50 per cento delle opere attraverso le sponsorizzazioni spiega Maurizio Cadeo, assessore allArredo urbano Con soddisfazione noto che cresce la sensibilità da parte dei privati. E finalmente le aziende e i cittadini si rivolgono a noi autonomamente per proporci finanziamenti». Tra questi ci sono non solo le fondazioni, le grandi società e le banche un grande istituto di credito ha in cantiere un progetto che prevede la piantumazione di un albero per ogni nuovo conto corrente aperto ma anche i milanesi, i commercianti, i condomini. Esperienze nuove, che hanno permesso al Comune di risparmiare 9 milioni di investimenti dal 2007 a oggi, oltre a 500mila lanno per la manutenzione ordinaria del verde. Perché le 230 convenzioni siglate negli ultimi anni hanno di fatto dato in gestione ai privati aiuole strappate ai parcheggi come in via Washington e in via Montebello o interi tratti di Raggi verdi. È successo con il primo degli otto, quello che dal parco Sempione porterà alla fiera di Rho-Pero, lunico già iniziato e, guarda caso, proprio nei due tratti sponsorizzati. Perché se una parte degli interventi fa parte dei grandi progetti urbanistici come Citylife e Porta Nuova, è necessario che unaltra parte della spesa venga coperta dai privati. Daltronde, proprio la questione economica è stata lo scoglio insormontabile che ha determinato la rottura tra il sindaco Moratti e larchitetto Piano. Il milione di euro chiesto per il progetto esecutivo e i 13 milioni preventivati per la piantumazione di 3.300 alberi in città (di cui 200 tra il Duomo e il Castello) sono stati considerati una cifra esorbitante. Ruota intorno ai finanziamenti anche la scelta di quali piante utilizzare (giovani, che costano oltre dieci volte di meno di quelle adulte) e di dove collocarle (in mezzo ad altro verde). Il piano da 300mila nuovi alberi, infatti, prevede solo un centinaio di piante in strade e piazze, il cosiddetto "verde su grigio". Per ora i progetti già approvati sono i 36 alberi in via Paolo Sarpi, i 4 in Santa Maria delle Grazie, i 5 in corso Buenos Aires. Ma al vaglio dei tecnici ci sono già corso Genova, piazza Gambara, via San Vittore e piazza Wagner. «Ogni pianta "sul grigio" - spiega lassessore - implica una complessa indagine dei sottoservizi e un costo medio che abbiamo calcolato intorno ai 2000 euro. Cifra che, nel caso di via Dante, sarebbe salita fino a 10mila. Senza contare la necessità di avere, ogni volta, il via libera dalla Sovrintendenza». Complicato e costoso, dunque, mettere alberi in centro. E, per molti, neppure necessario. «Bisogna piuttosto passare da un "verde a isola" a una rete ecologica diffusa spiega Riccardo Gini, direttore del Parco Nord restituendo anche pezzi di città ai milanesi là dove interventi come i parcheggi sotterranei danno la possibilità di piantare nuovi alberi». Anche per Manuela Baietto, ricercatrice di Agraria in Statale, «inserire piante nel centro storico, dove non sono mai state previste, non ha molto senso. Ci sono zone che ne hanno più bisogno e dove mettere vegetazione crea una maggiore uniformità». La maggior parte delle piante, dunque, finirà in aree verdi già esistenti o nelle aree di trasformazione. Come i "Boschetti del benvenuto" appena realizzati da Palazzo Marino: 20mila piante di cui solo 3mila adulte per riforestare gli assi di penetrazione di Milano. Un progetto da un milione di euro, finanziato per la metà dalla Regione, che riqualifica con cespugli e piante piccoli appezzamenti di verde abbandonati: a beneficio, però, soprattutto dellautomobilista, visto che sono quasi tutti in prossimità delle tangenziali. Come il Boschetto di via Pertini, dove centinaia di piantine, oggi ancora nane, costeggiano una strada di scorrimento dove si viaggia a ottanta allora. Almeno in via Enrico Fermi, proprio dietro la sede della Lega, il boschetto ancora in erba, una volta cresciuto, proteggerà una pista ciclabile. Ma anche qui la sensazione è di stare in autostrada.