I pm chiederanno allarchitetto i dettagli del "sistema Anemone" I dubbi degli inquirenti sulla lista dei 380 nomi: si teme un polverone che potrebbe invalidare lintera indagine PERUGIA - Si parte dallarchitetto Angelo Zampolini, «lufficiale pagatore» che smistava gli assegni di Diego Anemone. I pm Sergio Sottani e Alessia Tavernesi lo ascolteranno martedì prossimo. Da lui i magistrati perugini vogliono soprattutto risposte che permettano di capire e delineare in modo inequivocabile «il sistema Anemone». Zampolini daltronde è lunico tra gli indagati che ha dimostrato di essere pronto a vuotare il sacco. Tanto che gli stessi pm hanno rinunciato a chiedere il suo arresto. Sono state proprio le sue rivelazioni a smentire lex ministro Claudio Scajola sullacquisto dellormai famoso mezzanino da 180 metri quadri «con vista Colosseo». E il nuovo interrogatorio di Zampolini potrebbe rivelarsi fondamentale per la sorte dellex ministro, per ora considerato dai magistrati esclusivamente «come persona informata dei fatti» e costituire un fondamentale preludio per la prossima audizione di Scajola. Fu sempre Zampolini, inoltre, a sborsare i 285mila euro in contanti che, con la solita trasformazione in assegni circolari, finiscono a Monica Urbani, proprietaria di un immobile in via Merulana a Roma, tramite il generale della Guardia di Finanza passato nei Servizi Segreti Francesco Pittorru. I pm Sottani e Tavarnese aspettano anche linformativa della Finanza annunciata da Firenze e che in qualche modo coinvolgerebbe il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. Sullargomento i magistrati perugini però si trincerano dietro un lapidario «esamineremo qualsiasi documentazioni che arriverà ai nostri uffici». Lasciando intendere contemporaneamente di nutrire dense perplessità sulla lista ritrovata nel computer di Diego Anemone: 380 nomi che però risalgono ad un vecchio accertamento della Finanza. Un elenco che agli investigatori di Perugia appare sempre più come una polpetta avvelenata per invalidare lintera inchiesta.