Coordinamento a Urbani: iniziative in molte città. La Russia ospite d'onore Immaginate un Tiziano Scarpa (premio Strega) nella dacia di Tolstoj mentre mangia lo storione e un Dmitrij Bykov (premio Bol'shaja Kniga) in una taverna delle langhe alle prese con il tartufo d'Alba e un romanzo di Pavese. Lo scambio culturale Italia-Russia presentato a Roma dai ministri Bondi e Avdeev, coinvolgerà nel 2011 (anno della cultura russa in Italia e viceversa) anche il Salone del Libro. La Russia sarà il Paese ospite a Torino (e noi a Mosca), da qui partiranno idealmente i 16 giovani scrittori italiani che risiederanno nella dacia di Tolstoj mentre nelle Langhe, ipotizziamo tra l'albergo dell'Angelo e «le terre della Mora, dalla piana del Belbo a metà collina alla vigna di Gaminella» ospiteremo i russi nella tappa torinese (le altre sono Roma e Firenze). «Gli autori italiani andranno in treno sulla transiberiana da Mosca a Vladivostok, sette giorni in tutto ha raccontato ieri il portavoce del governo russo, Vladimir Grigoriev e i russi in crociera nel Mediterraneo». Il Salone, dunque, come ha ricordato il presidente Rolando Picchioni, sarà così una tappa dei molteplici scambi che nel 2011 coinvolgeranno Italia e Russia sotto il coordinamento generale degli ex ministri della Cultura Giuliano Urbani e Mikhail Shvidkoy. Ma chi sceglierà gli scrittori? «Beh, cercheremo di coinvolgere tutti quelli che hanno voce in capitolo, dal Centro per il libro di Ferrari, ai Beni librari del ministero, agli editori», racconta Urbani. «Io? Non rivelo le mie preferenze. A me piacciono i russi; in un periodo della mia gioventù leggevo solo russi, Pasternak in particolare, poi i dissidenti». Ma l'arrivo dei nipotini di Dostoevskij, e pure di Stravinskij e Malevic in Italia non sarà di certo in stile «Biennale del dissenso»: l'amicizia tra Berlusconi e Putin impone complicità. Ma quasi per paradosso, da come stanno per ora le cose, al premier italiano tocchérà addirittura tagliare il nastro delle iniziative inaugurando la mostra di un pittore comunista doc. «Sarà una mostra a Roma dedicata a Alexander Deineka, uno degli esponenti più originali del realismo sovietico, amico di Guttuso, al quale la Galleria Tetriakova di Mosca ha recentemente dedicato un'importante retrospettiva», racconta Urbani. Che a Putin tocchi inaugurare qualcosa su Rosai o sulla Sarfatti? Niente di tutto questo. Lui chiuderà a Mosca «inaugurando (o con una seconda inaugurazione) il nuovo Bolshoi con un balletto della Scala e il Requiem di Verdi diretto da Barenboim". Sfidare i russi nel tempio della danza è un bell'azzardo. Ma ieri Elena Perfilova, direttrice dei progetti internazionali per la Russia, ha dichiarato che il Bolshoi «sarà riaperto il 2 ottobre 2011 dal Balletto della Scala». Cuore delle iniziative sarà anche l'arte italiana. «I poli museali di Roma e Firenze stanno organizzando due mostre: una su Caravaggio e Roma e l'altra su Botticelli. Poi ce ne saranno altre, fino a sette». Si preparano polemiche per partenze di illustri tele oltre l'ex cortina di ferro? «Non credo afferma Urbani la collaborazione tra i nostri musei e il Puskin e l'Hermitage è stretta e di fiducia reciproca. Vivono già di prestiti incrociati». Dunque, vpered, cioè avanti con la Russia. «Poi con gli altri Paesi in fase dinamica, come Brasile e India». Noi in che fase siamo? «Porteremo le eccellenze italiane»: Scala, arte, alimentare, piccola industria. Libri? Mah! Si stampano 60mila nuovi titoli all'anno, ma pochi li leggono.