Il pm: archiviazione per i sei indagati Tutto in regola. Eppure fu un blitz a tutti gli effetti quello con cui, a marzo dello scorso anno, gli uomini della Guardia di finanza andarono a sequestrare documenti , appunti e una gran mole di altro materiale utile alle indagini sia negli uffici del municipio che nelle abitazioni del sindaco Luca Trentini, dell'assessore Paolo Tovo, del capo dell'ufficio tecnico Francesco Bonetti, iscritti nel registro degli indagati insieme all'ingegnere Stefano Malagò, ex vice presidente dell'Agsm, e a Loretta Pietropoli, legale rappresentante di una società. VERONA - Tutto in regola. Eppure fu un blitz a tutti gli effetti quello con cui, a marzo dello scorso anno, gli uomini della Guardia di finanza andarono a sequestrare documenti, appunti e una gran mole di altro materiale utile alle indagini sia negli uffici del municipio che nelle abitazioni del sindaco Luca Trentini, dell'assessore Paolo Tovo, del capo dell'ufficio tecnico Francesco Bonetti, iscritti nel registro degli indagati insieme all'ingegnere Stefano Malagò, ex vice presidente dell'Agsm, e a Loretta Pietropoli, legale rappresentante di una società immobiliare. Tutti finiti sotto accusa nell'ambito di quella che a Nogarole Rocca, il comune implicato nella vicenda, venne immediata men t e bollata c o me un'autentica inchiesta-choc. A poco più di un anno di distanza da tutto quel clamore, la procura scaligera ha ora deciso di chiudere la fase preliminare delle indagini sollecitando l'archiviazione per politici e privati cittadini finiti nel registro degli indagati, compreso Angelo Manara. Triplice, a vario titolo, l'ipotesi di reato contestata: lottizzazione abusiva, falso ideologico e abuso d'ufficio. Ad aprire l'inchiesta era stato il pubblico ministero Carlo Villani: dopo il suo trasferimento al tribunale di Catanzaro, il fascicolo è passato nelle mani del collega Francesco Rombaldoni che ne ha appena chiesto l'archiviazione motiva ndola c on il fatto c he «non sono emersi elementi sufficienti per sostenere la richiesta di rinvio a giudizio a fronte delle contraddittorie risultanze dalle indagini». Prove e riscontri insufficienti, dunque: la palla, a questo punto, transita direttamente al giudice per le indagini preliminari che ha la doppia opzione di accogliere la richiesta del pm oppure, al contrario, disporre ulteriori accertamenti. Al clamoroso blitz del marzo 2009, l'amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Trentini aveva reagito con un comunicato ufficiale: «Esprimiamo stupore - diceva - E' stato un fulmine a ciel sereno del quale non avevamo alcun sentore. Nutriamo, tuttavia, piena fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine, dimostrata anche dalla piena collaborazione di tutte le persone coinvolte. Siamo sereni, poiché abbiamo operato sempre in trasparenza e nell'esclusivo interesse del bene pubblico e della comunità. Chiediamo, infine, che sia fatta luce rapidamente sulla vicenda, in modo da dimostrare il corretto operato di amministratori e funzionari». Un auspicio, quello di «fare chiarezza» a cui del resto la magistratura non si è sottratta, puntando l'obiettivo delle indagini, in particolare, su una serie di del i bere e provvedimenti approvati dalla giunta e dal consiglio comunale. Si trattava, per la maggior parte, di decisioni assunte tra la fine del 2004 e il 2006: tra le altre, sull'area industriale Dossetto 4, sul piano d'area Quadrante Europa (con la quale si rendeva «operativo» il piano sovracomunale) e sul recupero di alcune Bastie della Rocca (per il quale aveva espresso parere favorevole la Soprintendenza). Tutto in regola, almeno secondo la procura.
VERONA - Restauri sospetti alla Rocca Assolti sindaco e assessore
La procura di Verona ha deciso di archiviare le indagini contro sei persone, tra cui il sindaco di Verona Luca Trentini, l'assessore Paolo Tovo e l'ingegnere Stefano Malagò, per l'ambito della vicenda dell'inchiesta-choc a Nogarole Rocca. La procura ha chiesto l'archiviazione per non aver emersi elementi sufficienti per sostenere la richiesta di rinvio a giudizio. Le indagini avevano inizialmente aperto l'ipotesi di reato di lottizzazione abusiva, falso ideologico e abuso d'ufficio. La procura ha motivato la richiesta di archiviazione con la mancanza di prove sufficienti e contraddittorie risultanze dalle indagini.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo