Usata per decenni dai cittadini della frazione per raggiungere il capoluogo, da tempo è chiusa da un cancello Il Comune: blocco non autorizzato Schiavone: «Troppi disagi per tutti il problema adesso va risolto» Cinquetti: «Ci faremo in quattro» San Peretto rivuole il suo passaggio verso il centro di Negrar, le scuole, l'ospedale Sacro Cuore, il Comune, negozi e servizi. Da almeno trent'anni, e in modo continuativo, gli abitanti della frazione, stretti tra la trafficata provinciale 12 dell'Aquilio e la 34b che sale a Montecchio (sprovviste entrambe di marciapiedi e, a volte, anche di attraversamenti pedonali), hanno utilizzato a piedi o in bicicletta una stradina che, in località Tomenighe, all'altezza della pizzeria «Alle Vigne», attraversa i campi dell'azienda agricola dei conti Guerrieri Rizzardi, passa accanto a Villa Rovereti e alla sua bella chiesetta e infine sbuca nel capoluogo, vicino alle scuole medie «Salgari». Una scorciatoia comoda e sicura secondo molti cittadini di San Peretto, che però da quasi due anni non è più praticabile. L'ingresso della stradina, infatti, è stato sbarrato con un cancello che col tempo è stato avvolto dalla vegetazione a tal punto che quasi non si nota più. Si vede invece un cartello eloquente: «Proprietà privata. Vietato l'accesso». Peccato però che l'opera di chiusura, fatta dai proprietari dei vigneti, sia stata accertata e classificata come abusiva dagli uffici comunali, che hanno verificato l'assenza di ogni pratica edilizia che ne autorizzi l'istallazione in un punto interessato anche da un vincolo paesaggistico ambientale. Verifiche e sopralluoghi non sono mancati, documentati per iscritto, così come le richieste di chiarimento e riapertura del passaggio all'amministrazione comunale, di cui si sono fatti portavoce vari consiglieri di minoranza anche durante l'era Mion. L'ultimo in ordine di tempo a risollevare la questione nella speranza di una soluzione è stato Enzo Schiavone del gruppo Negrar al Centro. Schiavone ha presentato un'interrogazione raccogliendo le istanze dei cittadini di San Peretto, che già tempo addietro avevano segnalato l'improvvisa chiusura durante una riunione della consulta di frazione. A rendere la cosa ancora più complessa c'è il passaggio parziale al Comune, dal ponte di Saga fino al paese, della strada provinciale che porta a Montecchio. Ma è un accordo preso poco prima delle elezioni regionali di fine marzo con lo zampino della Lega, che ha bisogno di tempi tecnici prima di finire sulle carte ufficiali e diventare operativo. Per Schiavone comunque non ci sono ma o se. «Il disagio per i cittadini dura da troppo tempo», precisa. «Considerata l'istallazione illecita del cancello e la competenza comunale di quel tratto di strada su cui insiste, questo problema va risolto al più presto ripristinando una via fondamentale per gli abitanti della zona. L'amministrazione ci dica se sta facendo qualcosa in questo senso oppure no». Breve e lapidaria la risposta del vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Sergio Cinquetti, che tra l'altro abita a San Peretto. «Ci siamo interessati al problema e ci faremo in quattro per aprire quel cancello», dichiara, ricordando che «tra le promesse elettorali» al suo paese ne aveva inserito la riapertura. «L'abbiamo detto e lo faremo», aggiunge. Ma il consigliere di minoranza Valentino Viviani, sempre di Negrar al Centro, ha posto l'accento sull'urgenza. «Facciamo in modo che non passino anni prima di fare le cose che si sono dichiarate in campagna elettorale», risponde. «Di aspettare un altro anno con la strada chiusa non se ne parla», rinforza Schiavone, che promette di tornare alla carica nel caso l'amministrazione non si muova.