INVIATO A PERUGIA Diciamolo chiaramente: fino a quando il Tribunale del Riesame non si è pronunciato, in Procura si faceva fatica a credere che l'esito sarebbe stato positivo. C'erano vecchi attriti tra i due uffici che lasciavano presagire un trasferimento a Roma del fascicolo. Ma invece è arrivato il «miracolo» e adesso l'inchiesta è destinata a una rapida accelerazione. Blindata, la procura sta alzando spesse paratie per preservare le indagini da «attacchi» esterni. Colpisce la concentrica presa di posizione degli uffici giudiziari di Firenze, Roma e Perugia che lasciano filtrare la loro irritazione per la divulgazione della lista dei 380 nomi. Firenze e Roma negando addirittura di averla vista, la lista. Eppure quell'elenco è stato estrapolato dai computer della impresa Anemone nell'ottobre scorso, quando gli uomini della Finanza erano impegnati in una verifica fiscale. L'irritazione «concentrica» in realtà sottintende il disappunto nei confronti della polizia giudiziaria ritenuta responsabile della divulgazione della lista, di quell'elenco indistinto di 380 clienti e opere realizzate dall'impresa Anemone, senza conoscere l'esito delle verifiche investigative in corso. A Perugia si annuncia la visita del comandante generale della Guardia di finanza, Cosimo D'Arrigo, anche se dal Comando generale non arrivano conferme. Ma naturalmente, al di là di quella lista, l'attenzione si concentra soprattutto sui «nomi» eccellenti già chiamati in causa. A partire dall'ex ministro Claudio Scajola, che potrebbe essere sentito la prossima settimana. In queste ore si rincorrono voci che non trovano conferme ufficiali ma anche contribuiscono a tenere alta la tensione e l'attesa da parte dei palazzi della capitale. Nelle prossime ore sui tavoli della Procura di Perugia dovrebbe arrivare una informativa della Guardia di finanza. Secondo le indiscrezioni che circolano, più che la posizione di Scajola quella che apparirebbe più critica è quella del ministro Sandro Bondi. Il suo nome era già uscito nei giorni scorsi e quelle indiscrezioni Bondi le aveva bollate come «onestà lordata». Insomma, il ministro dei Beni Culturali sarebbe stato trascinato nel fango dell'inchiesta per via delle nomine per i lavori di ristrutturazione degli Uffizi (la direzione dei lavori è stata affidata a Riccardo Miccichè). Ma si tratta di una tranche dell'inchiesta radicata a Firenze. E dunque perché si annuncia una «posizione critica» del ministro Bondi a Perugia? E' solo fango, come paventa lo stesso ministro? E giusto per rimanere in tema di indiscrezioni, la Procura aspetta gli approfondimenti sulle posizioni di Scajola, Bertolaso, Sandro Bondi appunto e Pietro Lunardi, l'ex ministro per le Infrastrutture. Insomma al giro di boa, l'inchiesta di Perugia ha tutte le avvisaglie per dire che la navigazione si annuncia turbolenta. A questo punto, con la decisione del Riesame di lasciare l'inchiesta a Perugia, ai primi della prossima settimana i pm perugini e quelli di Firenze sentiranno insieme l'architetto Angelo Zampolini. La gola profonda, il primo vero collaboratore dell'inchiesta che ha inguaiato gli altri indagati e chiamato in causa diverse «personalità». Firenze e Perugia chiederanno all'architetto alcune precisazioni e nuovi chiarimenti. Firenze ha fretta di chiudere l'inchiesta e mandare a processo gli imputati dell'affaire Scuola dei marescialli dei carabinieri. La sensazione è che nei prossimi giorni si definiranno le posizioni di alcuni «eccellenti». Insomma dei politici chiamati in causa dalle indagini. Perché per contestare a Claudio Scajola un reato, non è sufficiente dimostrare che la sua casa con vista sul Colosseo è stata pagata in parte da Anemone. Bisogna verificare che cosa in cambio Scajola ha garantito, promesso all'imprenditore che tanti appalti pubblici ha gestito in questi anni. E davvero si tratta di aspettare per capire quali elementi la Finanza avrebbe trovato per contestare comportamenti illegali al ministro Bondi, se sono vere le indiscrezioni di queste ore. Che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, prometta «tolleranza zero» contro chi ha corrotto o è stato corrotto è un segnale positivo per Perugia.