Il professore Antonino Di Vita: «I lavori vanno svolti in fretta» Avevano resistito alle intemperie dei millenni. In pochi mesi, hanno rischiato di crollare molto probabilmente a causa delle correnti marine incapricciate dal nuovo porto di Scoglitti. Il rischio è ancora vivo, ma da qualche giorno sono giunte buone notizie per le mura di Kamarina. Il decreto firmato da Raffaele Lombardo, presidente della Regione, stanzia infatti 50 mila euro per interventi di "somma urgenza". Lavori che potrebbero scongiurare un definitivo tuffo tra i flutti per le strutture riportate alla luce nel 1958 dal professore Antonino Di Vita. È proprio l'accademico dei Lincei a tornare a Ragusa per fare il punto sulla situazione. Ospite del centro studi «Feliciano Rossitto», il professore esprime gioie e perplessità sui recenti sviluppi della situazione che tanto lo aveva allarmato: «Sono grato all'onorevole Giorgio Chessari, presidente del centro studi, e ai deputati regionali che si sono mostrati sensibili al mio appello. Abbiamo ottenuto ciò che volevamo, anche se, a dire il vero, spiace ci sia giunti attraverso un passaggio burocratico che rischia di rallentare i tempi operativi». L'idea originale del professor Di Vita, infatti, era la realizzazione della messa in sicurezza delle mura attraverso una sottoscrizione popolare con relativa raccolta fondi. L'intervento regionale ha reso inutile il nobile gesto di quanti avevano già versato una quota che il «Feliciano Rossitto» ha già provveduto a rimborsare. «La cosa importante ha concluso lo studioso è che i lavori vengano svolti in fretta». Il Genio civile opere marittime ha redatto una perizia per realizzare un sostegno provvisorio. «Lunedì prossimo annuncia il professore Giovanni Distefano della Soprintendenza ai beni culturali di Ragusa la perizia verrà portata in assessorato regionale per ottenere concretamente il finanziamento di 50 mila euro». Che la "somma urgenza" sia di fatto per la Regione uno strano sintagma, poiché coincide con tempi abbastanza dilatati, lo conferma l'onorevole Giuseppe Digiacomo, tra i promotori del finanziamento. «I tempi della Regione sono lunghi. Importante, però, riscontrare l'intenzione per avviare uno studio sulle correnti marittime che sia propedeutico alla realizzazione di un intervento più radicale per la messa in sicurezza del sito». Le risorse, per tale operazione, potrebbero essere attinte dai fondi europei. L'incontro di ieri mattina è valso, inoltre, come base di partenza per un'iniziativa promossa da Giorgio Chessari, che potrebbe vedere allo stesso tavolo l'assessore regionale dei Beni culturali, Gaetano Armao, la Soprintendenza di Ragusa e la classe dirigente iblea. Unanime tra i presenti, infatti, l'idea che l'operato dell'assessore non sia in linea con le reali esigenze di sviluppo e salvaguardia del nostro patrimonio culturale. In tal senso l'avvertimento di Di Vita risuona perentorio: «Bisogna sganciare l'archeologia afferma dall'idea che debba fruttare quattrini».