Dopo il servizio di "Repubblica" e le fotografie pubblicati ieri che mostravano il sistema di sicurezza impacchettato e inutilizzato Colosseo, riacceso fl metal detector File più lunghe per i controlli antiterrorismo, ma senza proteste Alle 9 di ieri il metal detector del Colosseo era in funzione. Era spento da aprile scorso nonostante l'allerta del Viminale che lo ha menzionato tra gli "obiettivi sensibili" del terrorismo internazionale e non poche persone avevano denunciato la mancanza di controlli nel sito archeologico. All'apertura del monumento, ieri, quando la fila di gente in attesa era già lunga, l'apparecchiatura di sicurezza è invece stata accesa, attivati il nastro per i bagagli e le porte elettromagne-tiche. Un piccolo drappello di guardie private era di servizio ai controlli a cose e persone. Nessuna protesta dei visitatori, tutti pazientemente in coda, per i gestori del monumento è andata molto meglio dell'ultima Pasqua quando molti turisti si lamentarono della lentezza delle procedure d'ingresso e decisero di non visitare più l'arena. Una perdita economica, un danno all'immagine e le solite polemiche sulla tutela nei luoghi pubblici. Non è noto ai più che la sicurezza dei monumenti statali. com'è appunto il Colosseo, è di competenza della soprintendenza archeologica di Roma, diretta da Adriano La Regina, non del Viminale o delle istituzioni che da quest'ultimo dipendono per la sicurezza. Come sarebbe logico pensare. Ma è proprio sul concetto di sicurezza che bisogna riflettere quando in ballo ci sono beni architettonici o artistici e quando a chi li gestisce si demanda la protezione dei visitatori in un momento di allerta internazionale. «L'installazione del metal detector davanti alla principale porta d'ingresso dell'Anfiteatro Flavio - spiegano alla soprintendenza - fatta tra marzo e aprile del 2000, rientrava nella protezione del monumento dagli atti vandalici, cioè dal pazzo che ha con sé un piccone e cerca di portar via una pietra o che con un coltello incide il proprio nome sulle arcate. Il resto non è di nostra competenza. Certo non possiamo gestire la protezione del sito seilpericolo nasce dal terrorismo internazionale». Dopo l'attentato alle Torri gemelle del 2001, però, i metal detector messi davanti ai monumenti statali hanno avuto una duplice funzione, antivandalica e antiterroristica. La paura diffusa dei kamikaze ha indotto il Viminale a dare l'ordine di mettere in funzione le strumentazioni di sicurezza anche per controllare se qualcuno portasse bombe o detonatori, a svolgere cioè un mansione superiore alle possibilità della soprintendenza. «Per giunta queste istituzioni culturali non hanno i fondi ner mantenere stabilmente attivi i varchi nei siti opa-gare i vigilantes che fanno i controlli», spiegano gli esperti. Ma non solo. Se il Colosseo è veramente un bersaglio occorrono ben altre procedure di sicurezza. Non basterà certo il metal detector della soprintendenza, pur se lasciato in funzione tutto l'anno.