Presentati alla Gran Guardia gli studi di impatto ambientale per realizzare centro commerciale e aree verdi. La risposta tra alcuni mesi. L'assessore Giacino: «L'impatto sarà positivo, migliorerà la qualità della zona». Il sindaco: «Risolto un problema sociale» Una simulazione del centro commerciale previsto alle ex Cartiere Verona. Compie un altro passo in avanti il progetto di riconversione delle ex Cartiere Verona di Basso Acquar. Terminate le demolizioni dell'ex compendio industriale e la bonifica di materiale bellico, è in corso quella del terreno per ripulirlo da residui di lavorazione della carta. E alla Gran Guardia sono stati presentati gli studi di impatto ambientale per il recupero urbanistico della zona, prediposti dalla società Verona Porta Sud degli imprenditori Mazzi, Lonardi e Brendolan, che lo attueranno. I lavori dovrebbero partire fra un anno. Gli studi si riferiscono a due progetti del Piano urbanistico attuativo (Pua) delle ex Cartiere, cioè il centro commerciale-polifunzionale e poi il parco, con le strade interne e di accesso e deflusso (le vie Ascari, Dominutti, Fedrigoni e Basso Acquar), la pista ciclabile e pedonale e il recupero di un edificio di archeologia industriale. VIA. La presentazione al pubblico s'inserisce nell'iter avviato dalla commissione tecnica della Provincia, che nei mesi scorsi ha dato l'indicazione di procedere a stralci. Da oggi ci sono 150 giorni di tempo per cittadini, associazioni di categoria, professionisti per presentare osservazioni sui progetti. La commissione dovrà poi esprimere un parere tecnico e formulare eventuali prescrizioni, attraverso un'istruttoria che sarà fatta propria dalla Giunta comunale. I «paletti» dovranno essere rispettati dalla Verona Porta Sud quando predisporrà il vero e proprio progetto architettonico, che diventerà poi esecutivo per l'inizio dei lavori. Un altro capitolo vedi altro articolo è quello delle opere stradali esterne, come rotonde e sistemazioni di svincoli, che la Verona Porta Sud dovrà costruire su richiesta del Comune come «compensazione ambientale» per la riconversione delle ex Cartiere. Cioè ridisegnare il nodo di Breccia Cappuccini e del Ponte Aleardi, l'intersezione fra via Tombetta e via Basso Acquar e di quello fra viale Piave, via Tombetta e stradone Santa Lucia. Queste opere non rientrano nella Via e seguiranno un iter a parte. E dovranno coordinarsi con l'allargamento del Ponte San Francesco. NEGOZI E UFFICI. Il centro commerciale e polifunzionale delle ex Cartiere avrà tre livelli. Uno con negozi, bar, ristoranti, sale giochi e centri benessere. Un altro con un cinema da nove sale, palestra e negozi e un terzo con un giardino pensile e una copertura fotovoltaico. Su altri tre piani ci sarà un parcheggio da 2.500 posti auto. Ci saranno poi due grattaciali alti circa 80 metri con uffici (al momento non riguardano però la Via, cui saranno sottoposti nei prossimi mesi), un parco pubblico da 16mila metri quadrati, strade interne e una palazzina, a uso pubblico, ricavata da un ex edificio industriale non abbattuto. «I risultati emersi dagli studi sui primi due progetti ci dicono che l'impatto sulla città sarà positivo, perché il Piano migliorerà la qualità ambientale, grazie alle tecnologie e ai materiali impiegati», dice l'assessore all'urbanistica e vicesindaco Vito Giacino, illustrando gli studi con il sindaco Flavio Tosi, il presidente della commissione urbanistica Marco Comencini, quello della Quinta circoscrizione (Borgo Roma) e assessore provinciale all'ambiente Fabio Venturi e i tecnici della Verona Porta sud. «Stiamo riqualificando un'area, come quella delle ex Cartiere», spiega il sindaco Tosi, «che fino a poco tempo fa era una problema sociale, con un intervento di alta qualità progettuale». Enrico Giardini