"La sinistra ci attacca. In arrivo regole più severe e presto il Piano regolatore" Ieri ha dato il via alla rimozione dei mega cartelloni a piazzale Clodio. E ha annunciato che le pubblicità sulle edicole, dopo la multa, «saranno rimosse». Eppure Roma rimane nella morsa di "Cartellopoli". E in molti pensano che lassessore Bordoni e la giunta Alemanno abbiano favorito lo sfascio con la delibera 37 del 2009. «Le cose non stanno affatto così - risponde lassessore al Commercio Davide Bordoni - e dobbiamo cominciare col ricordare la legge nazionale del 1993 che chiedeva ai Comuni di dotarsi di un piano regolatore degli impianti pubblicitari. Le precedenti amministrazioni capitoline non lhanno realizzato. Nel 1997 fu varato sì il piano di riordino. Ma quando io nel 2008 sono arrivato in questi uffici - dice seduto alla sua scrivania in via dei Cerchi - era ancora tutto da fare, regnava il caos e noi abbiamo iniziato a lavorare a quel Prg delle affissioni che entro lanno porterà ordine nel marasma dei cartelloni» Intanto però le ditte continuano a invadere la città con gli impianti che la vostra delibera ha in qualche modo autorizzato introducendo le autocertificazioni. «No, con la 37 abbiamo introdotto regole più rigide: in caso di impianti illegali, multiamo anche gli inserzionisti e facciamo togliere il cartellone entro 48 ore, altrimenti decade il titolo. Abbiamo poi realizzato un database che ha permesso di schedare e tenere sotto controllo più di 31mila cartelloni». Ci sono stime, a ribasso, secondo cui in realtà "Cartellopoli" conta adesso almeno 60mila impianti. «È un numero campato in aria». Eppure ogni giorno ne sbucano di nuovi con il regolare cartellino in metallo del Comune. «Non sono aumentati. Spesso sono impianti ricollocati perché si trovavano dove sono in corso cantieri, come quelli della metro. E, se si tratta invece di irregolari, noi le perseguiamo, fino alla rimozione». Il Comune è passato da 9 a 20 milioni di incassi in due anni grazie ai tributi delle aziende di pubblicità. È un chiaro indizio che i cartelloni sono aumentati, non le pare? «No, vuol dire solo che abbiamo fatto emergere il sommerso. Pensi che nei centri commerciali, alla stazione Termini o allo stadio Olimpico prima non si pagava» Quanto si paga al Comune per installare un cartellone? «Per un 4 metri per 3, 1800 euro per ogni facciata allanno ma sulle strade di pregio la tassa raddoppia». I cartelloni sono collocati in spregio al Codice dei Beni culturali. Ma contravvengono anche al codice della strada che, tra laltro, li vieta negli spartitraffico inferiori a 4 metri, in prossimità degli incroci, dei semafori, delle strisce pedonali, delle mura. A Roma poche aziende rispettano le distanze. «Ma al codice della strada si è andati purtroppo in deroga grazie alla delibera comunale, la 193 del 2004, che si limita a richiedere il rispetto dello "spazio di avvistamento". E non siamo stati noi a farla». Nel prossimo prg dei cartelloni farete rispettare alla lettera il codice della strada? «Posso dire solo che le deroghe saranno molte, molte di meno».