IL PRESIDENTE INTERVIENE SULLA VICENDA Di PIAZZA CARLINA E ANNUNCIA LA DISPONIBILITÀ DELLA REGIONE AGLI STATI GENERALI DELLA CITTA Ghigo: cade a pezzi, non capisco come la sinistra si possa dividere. «L'albergo in piazza Carlina? Un falso problema. Si deve realizzare. Quella casa sta cadendo a pezzi e con lei la memoria di Gramsci. È quindi giusto venderla a chi potrà restituire decoro al palazzo e alla figura del padre del Pci, un retaggio storico che, ne sono certo, non scomparirà a causa di un hotel a cinque stelle, tanto più che, da quel che emerge, chi lo vorrebbe ha offerto ampie garanzie sia storiche, sia sociali». Il presidente della Regione, Enzo Ghigo, ne parla da Atene, dove, ieri mattina, ha partecipato alla visita del villaggio atleti del Capo dello Stato. «Qui, nonostante le critiche degli scorsi mesi, appare tutto perfetto. Se ne è compiaciuto anche il presidente Ciampi. Speriamo che vada nel verso giusto anche per i cinque cerchi di Torino-2006». Ghigo dice queste cose, pensando alla polemiche soDevate su «casa Gramsci», alla proposta lanciata dal presidente dell'Ascom Giuseppe De Maria, per un tavolo, una sorta di «Stati generali», che ponga la classe dirigente di fronte alle proprie responsabilità. Governatore, lei ci starebbe a partecipare a questi «Stati generali», lanciati da De Maria e accolti dal sindaco Chiamparino? «Se il Comune li organizza, la Regione farà la sua parte. Quella del presidente dell'Ascom è stata «La proposta lanciata da De Maria mi trova d'accordo E' uno che dice le cose come stanno sa andare al cuore dei diversi problemi Ma qui tanti parlano e poi quando è ora di fare siamo in pochi» una specie di "provocazione" che apprezzo, Lui dice le cose fuori dai denti. Arriva al cuore dei problemi. In questo caso "bacchetta" le polemiche sollevate a sinistra, fra intellettuali d'area, amministratori, divisi da una questione che considero irrilevante». «Irrilevante» la memoria di Antonio Gramsci? «La "memoria" no e nemmeno la sistemazione degli attuali inquilini. Ma, lo ripeto, il problema, com'è stato posto, sembra un caso di Stato. In realtà la situazione è ben diversa». Qual è? «La conosco bene, abito nella zona di piazza Carlina. Si tratta di un caseggiato dimenticato per anni, di una targa pressoché invisibile. Per restaurarlo sarebbero necessa-rie decine di milioni di euro. Quindi, se c'è un privato che compra dal Comune, ben venga. Gramsci sarà salvo. Così le famiglie che abitano in quell'edificio, se saranno trasferite in alloggi congrui. Tuttavia, se la sinistra litiga per questo, quando arriveranno i veri nodi che farà? Sarà in grado di governarli?». Ghigo, è incominciata la campagna elettorale per le regionali della primavera 2005? «A settembre s'inizia un anno cruciale. Innanzi tutto per gli ultimi atti che ci porteranno all'evento olimpico del 2006. Un'occasione irripetibile, che non risolverà tutto, ma servirà a rimettere in moto il volano dello sviluppo, non solo di Torino. In secondo luogo per il rinnovo del Consiglio regionale e del presidente». Problema cui lei è ovviamente interessato. «Sì. Mi auguro che la Casa delle Libertà mi ricandidi per il terzo mandato, consentendomi di giocare tutte le mie chanches a prescindere dall'avversario». E prima di questo rush finale, secondo lei sarebbero utili gli Stati generali di Torino? «Certo. Per la Regione li aveva avviati Rolando Piccbiom e portati a termine Sergio Deorsola. Alcuni frutti si sono visti nello Statuto che abbiamo appena approvato. Lo ripeto, se Torino li vorrà, noi ci saremo, rappresentando il Piemonte per la parte che ci compete». Il presidente Ascom, De Maria e il sindaco Chiamparino, affermano che la classe dirigente della città si deve compattare, impegnandosi per il rilancio della Mole. È d'accordo? «Più che d'accordo. Quando si tratta di chiacchiere i tribuni diventano esercito, ma sul fare la truppa si assottiglia, restiamo in pochi. È necessario cambiare atteggiamento. Nell'interesse di tutti».