Un "advisor" per trovare gli sponsor. Laiuto di Garrone Servono tre milioni subito per finire la stagione. Sovrintendente, bocciato Tutino Il patron Erg e Malacalza pronti a sostenere lente solo con un vero piano industriale Mentre oggi a Palazzo Tursi un consiglio comunale speciale sarà dedicato interamente alla situazione e alle prospettive del teatro dellopera Carlo Felice, dietro alle quinte si combatte una accanita guerra contro il tempo, per arrivare in tempo con un accordo tra il Comune e i privati prima della fine di maggio, in modo da garantire la fine del commissariamento. Aldilà della seduta di oggi pomeriggio, la domanda ricorrente è: Comune e privati faranno in tempo a trovare un accordo, già difficile nei fatti e reso ancora più delicato per la ristrettezza dei tempi a disposizione? La trattativa è in mano allassessore alla Cultura, Andrea Ranieri, e a Riccardo Garrone. È tra loro due che il dialogo ha preso forma in questi mesi e si è focalizzato nelle ultime settimane sui tantissimi problemi sul tavolo. Il principale dei quali è: quanti investimenti occorrono per garantire non solo la sopravvivenza del teatro, ma un suo rilancio? Tanto per cominciare ci vogliono quei tre milioni per far sì che si arrivi, completando il calendario, alla fine della stagione 2010. Ma questo è solo il punto di partenza. Solo per garantire una gestione normale, senza manie di grandezza o voli pindarici, occorre ogni anno una trentina di milioni. Considerando che il Fus (Fondo unico spettacolo) garantisce - salvo tagli ulteriori - circa 16,5 milioni, ecco che al "territorio" è chiesta la copertura dei 13,5 milioni restanti, una decina dei quali dovrebbero arrivare dai privati. Solo per garantire una normale attività. Per decollare davvero al Carlo Felice occorre un colpo dala. I privati - Garrone stesso, Vittorio Malacalza, i gruppi Iride e Finmeccanica - si sarebbero dichiarati disponibili a investire somme consistenti, a condizione di non essere più semplici sponsor, ma soci a tutti gli effetti, con poteri decisionali. Anzi: a patto di poter mettere pesantemente le mani sulla gestione. È per questo che al piano industriale sta lavorando, insieme allavvocato Salvatore Filippini La Rosa, consulente del Comune, anche un professionista indicato da Riccardo Garrone e dai suoi alleati. Non solo: si dice che allopera sia anche un advisor, incaricato di individuare e di contattare società e gruppi industriali e finanziari - non solo genovesi - interessati a investire su questa scommessa culturale genovese. Sicuramente i privati vorranno sicurezze sulla "pace sociale" e sulla gestione. Dunque basta con gli scioperi selvaggi e con le scelte "politiche", i lavoratori dovranno accettare di lavorare con nuove regole, in cambio di un aumento della produzione e dunque di una maggiore sicurezza. Cè poi il nome del sovrintendente. Tramontata, a quanto sembra, la candidatura dellattuale sovrintendente di Bologna, Marco Tutino, che era stata sostenuta da Sergio Cofferati. Ora si parla con insistenza di un giovane e ambizioso direttore, che potrebbe, in veste di sovrintendente e direttore artistico, portare una ventata daria nuova. Con lui ci sarebbe, come direttore stabile, il maestro Fabio Luisi, un nome in forte ascesa internazionale, di cui il sindaco Vincenzi aveva già parlato qualche mese fa e che ora potrebbe essere "recuperato" al Carlo Felice. (c. mal.)