La protesta continua, ma i sindacati devono pagare le spese per luso del teatro Comunale, oggi lassemblea per decidere come proseguire la mobilitazione Tutino presenta il conto "I sindacati paghino la sala" Giunti ieri al terzo giorno di «Teatro aperto per sciopero» contro il decreto Bondi, i sindacati del Comunale si sono visti recapitare una lettera della direzione in cui si ingiunge loro di pagare le spese per luso della sala (circa 2000 euro a serata) oltreché dare comunicazione dellastensione dal lavoro. Anche ieri sera il pubblico ha affollato il teatro: sul palco due striscioni, ma non più contro il sovrintendente Tutino. Oggi lassemblea. Giunti al terzo giorno di sciopero dovranno sborsare 2000 euro a serata. Oggi lassemblea Terzo giorno di «Teatro aperto per sciopero» ieri al Comunale, dove al posto della «Carmen» è andato in scena un concerto sinfonico, una performance di Matteo Belli con brani da Pasolini ed alcune arie dellopera di Bizet. Il tutto offerto alla città dai lavoratori del Comunale, anche se i sindacati saranno costretti a pagare le spese di utilizzo del teatro per le proteste, per una cifra pari a 2000-2500 euro a serata. Lo ha chiesto la direzione della Fondazione, in una lettera firmata da Maurizio Boschini, direttore del personale, per regolare le modalità dello sciopero. «È stupefacente - commenta Enrico Baldotto, segretario della Fials-Cisal - . In tutti gli altri teatri i sovrintendenti appoggiano le iniziative». «Ogni occasione è buona per mettere i bastoni fra le ruote», incalza Francesco Sgroi della Cisl. «Forse faremo un comitato per gestire lorganizzazione degli eventi e valutare eventuali costi da sostenere», aggiunge Giuseppe Rossi della Uilcom; era stato proprio lui, alcuni giorni fa, a dare la disponibilità a pagare le spese vive. Ma non è questa la sola richiesta avanzata da Boschini, che chiede anche un preavviso di 24-48 ore per ogni iniziativa contro il decreto Bondi da tenere in teatro, ma soprattutto ribadisce linvito a rimuovere i manifesti contro il sovrintendente Tutino e a far cessare il presidio permanente che da un paio di settimane si tiene sui gradini dellufficio di sovrintendenza. Oggi pomeriggio, allora, ci sarà una assemblea dei lavoratori del teatro per decidere come proseguire con la protesta. Si pensa già a nuove formule, persino a un concerto in Piazza Maggiore con Zubin Mehta, invitato probabilmente perché il direttore musicale del Maggio Fiorentino è tra le personalità con cui il sovrintendente di Bologna Marco Tutino ha polemizzato per le posizioni prese sul decreto Bondi. Sempre nella mattinata di oggi, e dopo lincontro coi parlamentari Pd avvenuto qualche giorno fa, ci sarà un confronto tra i sindacati e i parlamentari del centro-destra che già si sono impegnati a portare proposte al ministro. In Commissione Cultura del Senato, peraltro, ieri Bondi si è detto disponibile a rivedere la propria posizione su alcuni punti, tra cui il dimezzamento delle retribuzioni derivanti dallintegrativo aziendale e il blocco triennale del turn-over dei corpi artistici. Nei giorni scorsi la Fials aveva chiesto il coinvolgimento di tutte le istituzioni locali, come è accaduto a Firenze dove in seguito allimpegno di Comune e Provincia il Maggio ha deciso per la sospensione dello sciopero. In Emilia Romagna una prima risposta è arrivata dal neo assessore alla cultura della regione Massimo Mezzetti che ha proposto un ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto. La proposta è piaciuta ieri anche a Giuliano Barigazzi e Giuseppe De Biasi, dellIdv, rispettivamente assessori alla Cultura e al Lavoro in Provincia.