Un'intervista nella quale compare un Bush imbarazzato e poco convincente diventa un caso di censura politica. Ma non è il solo episodio Il regista americano Robert Greenwald ha deciso di correre il rischio. Il suo nuovo film-documentario dedicato alle bugie di George W. Bush conterrà anche che la rete televisiva Nbc ha negato appellandosi al copyright. Il film di Greenwald andrà nelle sale il 6 settembre e si intitola «Uncovered: The Whole Truth About the Iraq War», ovvero «Senza censura: l'intera verità sulla guerra in Iraq». Tra i molti altri materiali conterrà dunque anche il dialogo di un minuto che il presidente americano concesse a Tim Russert durante la trasmissione Meet the Press, il talk show della domenica pomeriggio. In quella occasione Bush risultò particolarmente imbarazzato e poco convincente. Altri pezzi forte del film saranno il famoso discorso di Colin Powell alle Nazioni Unite (quello con le provette psuedochimiche e la presentazione in PowerPoint delle armi di distruzione di massa) e il discorso dello stesso Bush sullo Stato dell'Unione. Tutti materiali pubblici, citati e citabili, ma a sorpresa la Nbc ha vietato al regista l'uso dell'intervista, appellandosi ai propri diritti di proprietà intellettuale. Ora la questione dal punto di vista legale è assai controversa e sarà divertente vedere se il network americano deciderà di andare sino in fondo, citando per danni Greenwald. Vale infatti nel diritto anglosassone la prassi del cosiddetto «fair use», uso lecito di materiali coperti da copyright in base al quale l'uso di materiali altrui, in un altro contesto, per esempio critico o parodistico è lecita. Al di là della legge l'episodio segnala comunque il rapporto perverso tra i media americani e la Casa Bianca: alla Nbc sono ben consapevoli che da quella intervista il presidente uscì piuttosto male e dunque, ruffianescamente, vorrebbero contenere il danno; la prossima volta potrebbe rifiutare l'intervista e affidarsi alle cure amorevoli della concorrenza, la solita Fox News di Murdoch. Il quale Murdoch, peraltro, è bersaglio di un altro film dello stesso regista. Da pochi giorni infatti nelle sale americane circola «OutFoxed: Rupert Murdoch's War on Journalism» dove si sostiene come l'impero mediatico stia conducendo una disastrosa corsa verso il basso nelle notizie televisive e si discutono i rischi del controllo dell'etere da parte della grandi corporation. Un clip del film può essere visto anche in rete nell'apposito sito www.outfoxed.org e per esso il movimento moveon.org ha organizzato in tutto il paese 3700 «house parties» di presentazione. La tentazione di usare famigerato Digital Millennium Copyright Act di Clinton (DMCA) per censurare le battaglie politiche ha comunque contagiato anche gli amici del candidato Kerry. Uno di questi, il regista George Butler, ha minacciato azioni legali contro il sito «Veterani del Vietnam contro John Kerry» (www.vietnamveteransagainstjohnkerry.com) se non avessero rimosso un'immagine i cui diritti appartengono allo stesso Butler. E' una foto del periodo in cui Kerry partecipava alle mobilitazioni per mettere fine alla guerra del Vietnam e il sito, che è senza dubbio uno dei più violenti e tendenziosi, ne va facendo un uso molto di parte. Ma ciò non toglie che si tratti anche in questo caso di materiali sostanzialmente pubblici, relativi a un uomo pubblico (la foto venne usata a suo tempo anche come copertina di un libro) e l'appellarsi alle legge sul copyright non sembra davvero il modo più sensato di contrapporsi al loro uso distorto. L'avvocato di Butler ha ottenuto, in base al Dmca, che il provider Internet del sito la rimuovesse e ha anche chiesto che venisse tolto anche il link a un altro sito che conteneva la stessa foto: certo è un uso assai spinto della legge sul copyright.