LA RIFORMA DEMANIALE. L'amministrazione potrebbe disporre di spazi da valorizzare per nuove attività Palazzo Barbieri vuole ricevere gratuitamente caserme, l'aeroporto di Boscomantico e l'Ospedale militare. Si attende il via libera al decreto del governo entro il mese Castelvecchio, tutt'ora dello Stato. Poi forti come il Lugagnano e il Sofia, l'aerocampo di Boscomantico e alcune caserme. E la cinta muraria, anche se già in concessione alla città scaligera. Sono i beni che il Comune chiede di ricevere gratis dallo Stato all'interno del decreto legislativo sul federalismo demaniale, proposto dal ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli. Vale a dire, uno dei primi decreti attuativi del federalismo fiscale. La commissione Finanze della Camera, dopo numerose sedute in cui sono stati prodotti aggiustamenti, ha dato il via libera al testo del decreto, da sottoporre all'esame della commissione bicamerale. Entro fine mese si prevede il via libera del Consiglio dei ministri. La maggior parte dei beni verrà quindi trasferita dal controllo dello Stato a quello di Comuni, Province e Regioni. Caserme, quindi, e poi aeroporti di interesse regionale, edifici statali, miniere, sedimi stradali, fiumi, laghi, spiagge e porti. Il Comune ha una consolidata tradizione nelle trattative condotte con il Demanio. «Abbiamo già da due anni in concessione la cinta muraria, che aspettiamo di avere in proprietà all'interno del decreto», dice l'assessore al patrimonio Daniele Polato, reduce da una trasferta a Roma per trattare la questione, «all'interno di un lungo elenco di beni che vorremmo valorizzare». Oltre alle mura e a Castelvecchio, nell'elenco di richieste figurano poi l'ex Crt di Boscomantico e l'aerocampo vicino e poi come detto i forti Lugagnano, Sofia (in via San Leonardo, verso le Torricelle) e il Preare detto John, a Montorio. Quindi l'aliquota B del Forte Santa Caterina e la caserma Riva di Villasanta, che ospiterà uffici per l'Azienda ospedaliera. Ci sono infine i sedimi di strade, che risultano dello Stato e per conservare i quali il Comune deve chiedere ancora il permesso. Il sindaco Flavio Tosi auspica che dal Demanio arrivi anche l'Ospedale militare, anche se pone il problema della perequazione che lo Stato dovrà fare, con il federalismo demaniale, considerando che alcuni Comuni (quello di Verona in testa) avranno molto di più di altri. «Naturalmente per qualsiasi intervento su beni vincolati», prosegue Polato, «come l'Arena, le mura o le porte, che già utilizziamo o sono date in uso a gruppi e associazioni, si dovrà chiedere il permesso alla Sovrintendenza. Quanto alle perequazioni, ma ciò non riguarda Verona», conclude, «è chiaro che se qualche ente locale ottiene già un reddito da beni che ha in concessione, lo Stato qualcosa terrà per sè, trasferendolo. Ringrazio comunque il sottosegretario alle riforme Brancher e il deputato Bragantini, della commissione finanze, per il prezioso lavoro svolto in collaborazione con il Comune». Lo stesso Bragantini, parlamentare della Lega, è stato relatore del decreto, in commissione Finanze, dov'è stato approvato. Nel lungo e spinoso dibattito in commissione, come risulta dai verbali dei lavori, Bragantini ha sottolineato fra l'altro la necessità che «gli enti cui sarà attribuita la titolarità dei beni statali da trasferire utilizzino i proventi dagli stessi derivanti per effetture investimenti o per ripianare i propri debiti». E, spiegano come valorizzare i beni, oltre a quelli che non producono reddito, ha proposto anche di affidarli in gestione ad associazioni, con l'obbligo di provvedere alla manutenzione.
FEDERALISMO DEMANIALE - Federalismo, il Comune punta su Castelvecchio, forti e mura
Il Comune di Verona chiede al governo di trasferire in proprietà alcuni beni statali, tra cui caserme, l'aeroporto di Boscomantico e l'Ospedale militare, all'interno del decreto legislativo sul federalismo demaniale. Il Comune ha già in concessione la cinta muraria e vuole valorizzare altri beni, come Castelvecchio, forti e sedimi stradali. Il governo ha dato il via libera al testo del decreto, che sarà sottoposto all'esame della commissione bicamerale. Il Comune spera di ottenere il via libera del Consiglio dei ministri entro fine mese.
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