Bozza in bicamerale. Bossi preme. Il Pd: pensarci bene ROMA La Lega corre per il primo tassello del federalismo, quello demaniale, che incasserà probabilmente al prossimo Consiglio dei ministri il 18 maggio. Il voto finale in Commissione bicamerale per l'Attuazione del federalismo fiscale sul parere al primo decreto sul demanio è fissato per mercoledì prossimo. Ma Pd, Idv e Api chiedono di dedicare qualche giorno in più di analisi dopo che ieri è stata messa nera su bianco la proposta di parere dei relatori Massimo Corsaro (Pdl) e Marco Causi (Pd). Bossi ieri ha smentito qualsiasi tipo di problema sulla questione dei costi del federalismo: «Lo Stato ci guadagna. Ma vedo che la sinistra vuole allungare i tempi». «Attenzione alla fretta e ai pasticci», dice invece Boccia (Pd). Nella bozza di federalismo demaniale si prevede che il ricavato di eventuali vendite di beni trasferiti dallo Stato alle autonomie vadano alla riduzione del debito pubblico; che vengano trasferiti alle Regioni i beni del demanio idrico e del demanio marittimo; che fiumi e laghi come il Po o il Garda restino in capo allo Stato (il lago di Bracciano invece alla Provincia), come tutti i palazzi relativi agli organi Costituzionali (vedi Montecitorio e Palazzo Madama); che la partecipazione ai fondi immobiliari venga riservata esclusivamente agli enti territoriali; e che i beni in uso al ministero della Difesa possano essere trasferiti agli enti locali che li richiedano.
FEDERALISMO. Beni del demanio, il voto si avvicina: Il Po e il Garda restano allo Stato
La Lega ha presentato una bozza in bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale sul demanio, che prevede la vendita di beni dello Stato alle autonomie e la riduzione del debito pubblico. Il Pd, Idv e Api hanno chiesto di dedicare più tempo all'analisi della proposta. Il leader della Lega, Bossi, ha smentito eventuali problemi sulla questione dei costi del federalismo, ma il leader del Pd, Boccia, ha allertato contro la fretta e i pasticci.
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