Pesante presa di posizione ieri, a Palazzo Barbieri, di Fiorenzo Fasoli e Dino Facchini a nome di Federazione della sinistra, Sinistra ecologia e libertà e Partito socialista italiano. Il tema è quello della gestione della Fondazione Arena e del recente decreto legge di riforma del ministro Sandro Bondi. Un decreto «centralistico romano», affermano gli esponenti della sinistra, «che liquida insieme ai teatri in crisi come l'Arena di Verona, esperienze serie e originali di tante altre città». Il decreto sulle Fondazioni liriche, secondo Fasoli e Facchini «taglia di tutto: finanziamenti, strutture, personale stabile e precario, con l'intento dichiarato di aprire la strada ai finanziamenti privati che però non arriveranno perché è suonata la messa da requiem per la musica lirica e sinfonica». Fasoli e Facchini, quindi, prendono di mira il sovrintendente Girondini «che si è avventurato nel definire il decreto Bondi un significativo"passo in avanti concreto"». E concludono accusando il sovrintendente della Fondazione veronese di «autopremiarsi con un incremento sulla già consistente indennità di carica di circa 50mila euro quale riconoscimento», ironizzano, «del brillante lavoro svolto». Immediata la replica della Fondazione: «Il premio produzione del Sovrintendente è stabilito dallo stesso contratto vigente con Orazi, con la differenza che il nuovo Cda lo ha previsto solo in caso di chiusura in attivo del bilancio». E lo stesso Girondini annuncia querela per diffamazione