Dal 2002 è una area protetta, ora ospita anche un laboratorio di studi accessibile per escursioni guidate nella macchia di costa verde e blu è lultimo sperone incontaminato di costa, unimprovvisa macchia verde e blu, che dopo decenni di abbandono e volgare abusivismo, si tenta di riqualificare. A Posillipo risorge la Gaiola, e si offre al pubblico confidando nella buona educazione e nel senso civico dei visitatori, turisti e residenti. Dal 2002 il sito è unarea protetta per la varietà biologica del suo mare e lingente complesso archeologico romano che vi sorge. E gestito dalla Sovrintendenza speciale di Napoli e Pompei. Da lunedì, la struttura del porticciolo, interamente ristrutturata, è diventata un nuovo laboratorio di ricerca e di divulgazione scientifica, diretto dal Centro studi interdisciplinari Gaiola (info 081 5754 465 dalle 10 alle 14 o www. areamarinaprotettagaiola. it). E una onlus nata nel 2004, che cura la pulizia del parco, monitora i fondali e organizza per chi lo voglia, escursioni in barca, immersioni e snorkeling. «Il nostro scopo - spiega Maurizio Simeone, presidente dellassociazione - è quello di trasmettere ai cittadini limportanza della risorsa mare, non solo intesa come semplice via di comunicazione per le isole o pubblica discarica. La Gaiola è un gioiello del golfo, unico lembo di costa non cementificata nellarco di golfo tra Castellammare e Pozzuoli, la cui posizione favorisce un crocevia biologico di specie marine di mari freddi e caldi, arricchito da un affascinante sito romano. Un esempio unico». Anche per questo il Centro studi, chiamato "il Conventino" perché ex sede di monaci francescani, accoglierà non solo addetti ai lavori «ma soprattutto turisti, finalmente in una struttura funzionale dopo oltre cinquantanni di degrado assurdo». La Gaiola abbraccia unarea di 42 ettari, dai margini del borgo Marechiaro, alla suggestiva Baia di Trentaremi, alle pendici del parco Virgiliano. A poche centinaia di metri dalla fermata dellautobus 140 a Coroglio, lungo via Tito Lucrezio Caro, comincia la discesa verso il mare. La spiaggia comprende un porticciolo, il nuovo centro studi (con un laboratorio, una sala conferenze ed uno spogliatoio) ed un giardino di specie mediterranee. Al centro della caletta cè un isolotto con due scogli, che sorreggono le rovine di una villa ottocentesca. Sul promontorio accanto, si estende lantica residenza di Vedio Pollione, ricchissimo liberto, famoso per il suo sfarzo e la sua crudeltà, morto nel 15 avanti Cristo. Plinio ci racconta che possedeva un allevamento di murene, come molti altri benestanti del luogo, cui poco mancò che vi gettasse in pasto un suo servitore maldestro, se non fosse intervenuto Augusto stesso a graziarlo. Il sito è di proprietà del comune, e visitabile ogni giorno. Anche i ragazzi del centro studi interdisciplinare, vi organizzano (su prenotazione, al costo di 15 euro) visite guidate, che comprendono una visita allo scavo, più unescursione marina sulla lancia "Acquavision", una barca di quattro metri con scafo trasparente, sul meraviglioso fondale vulcanico, in tufo e falesia.