Doveva essere lultimo quartiere residenziale per la città in espansione, lì si sono incrociati progetti e interessi Il primo dei tanti colpi di scena: la telefonata di Occhetto che nel 1989 bloccò tutto VentiSETTE anni di progetti mai realizzati. Di piani approvati, rivisti e poi archiviati, varianti sul punto di essere autorizzate e poi bloccate allultimo tuffo. Riunioni segrete poi finite nelle intercettazioni dei magistrati, dibattiti fiume in consiglio comunale, delibere su delibere. Colpi di scena come quello del 2008, quando la procura sequestrò larea bloccando tutto. E nuovi piani come quello che potrebbe spuntare fuori ora. Sui destini dellarea di Castello, da un quarto di secolo la classe dirigente fiorentina prevede tutto e il contrario di tutto eppure quasi nulla si è fatto. Sui terreni aldilà del viale XI Agosto lunica cosa che è apparsa è il cantiere della Scuola dei Marescialli. Per il resto, lultima area di espansione edilizia della città, è rimasta sulla carta. Era il 1983 quando a Firenze per la prima volta Castello salì alla ribalta. Allora era il progetto Fiat-Fondiaria. Perché la giunta di pentapartito mise insieme in ununica variante il progetto di trasformazione dellex stabilimento Fiat a Novoli e il progetto di crescita della città sui 180 ettari a nord ovest di proprietà della Fondiaria. Fu durante la giunta Bogianckino che mise a punto il disegno del piano di Castello: una vera e propria colata di cemento di 2,5 milioni di metri cubi. Dentro il nuovo centro espositivo della città ma soprattutto case ed uffici da vendere sul mercato. Un progetto faraonico che divise lo stesso Pci, che con il socialista Bogianckino era tornato al governo di Palazzo Vecchio. Battaglie laceranti, discussioni ideologiche sullo sviluppo e sullurbanistica «contrattata» con i grandi privati. Il risultato è storia: fu Achille Occhetto, lultimo segretario del Pci, nel giugno 1989 a fare la famosa telefonata che bloccò tutto. Un ribaltone urbanistico ma anche politico. E quando i pezzi della giunta di sinistra furono rimessi insieme trovando in Morales il nuovo sindaco, la variante fu «spezzata»: avanti tutto sul piano di recupero di Novoli, drastica riduzione dei volumi per Castello. Sarà la giunta Primicerio a metà anni Novanta a introdurre la prima vera novità consentendo ai carabinieri che minacciavano di andarsene da Firenze di costruire lì la loro scuola. Con la giunta Domenici il progetto Castello subisce altri ritocchi ma non riesce più a trovare unanima: un parco di 80 ettari e attorno solo case ed uffici pubblici per 1,4 milioni di metri cubi. Fondiaria ritira qualche permesso a costruire e nel frattempo si comincia a parlare della cittadella viola. Lo stadio al posto del parco, è lidea. Intanto il cantiere della scuola marescialli va avanti. Nel 2008 arriva però il grande stop: la Procura sequestra tutto e così ora la giunta Renzi ora ha le mani legate. Conferma la scelta di fare lì la cittadella viola e medita nuove riduzioni di volumi. Lidea di farci laeroporto sarebbe un nuovo punto e a capo.