Appartamenti e uffici di pregio in pieno centro. Si riparte dopo quattro anni di liti Allorigine dellimpasse un braccio di ferro tra i due soci, la Spim e Flavio Repetto DONATELLA ALFONSO QUATTRo anni dopo la prima presentazione, il verdissimo albero di canfora è ancora lì, svettante protagonista del chiostro rettangolare che sarà integralmente ricostruito. E non è un caso che Marta Vincenzi ora insista sulla necessità di rispettare i tempi. Perché, se così sarà, tra due anni nellex convento delle suore domenicane dei santi Giacomo e Filippo, triangolo dimenticato nel cuore della città, alla base di salita san Bartolomeo degli Armeni, ci saranno 58 appartamenti di pregio (da 50 a 150 mq, tra i 4 e i 5 mila metri quadri il costo "nella massima trasparenza e senza mediazioni"), sette uffici anche di grande rappresentanza tra cui uno, aperto al pubblico nelex refettorio affrescato da Andrea e Nicolò Carlone, 35 cantine e 125 box per auto, pertinenziali e privati, con accesso da via Assarotti. Unoperazione immobiliare che vede Spim, cioè il Comune, con il 55 della San Bartolomeo degli Armeni srl, in tandem con la San Bart del gruppo Torre Elah Spa, cioè la famiglia del presidente della fondazione Carige Flavio Repetto in primo luogo. E Banca Carige, tra laltro, sarà partner finanziario dellimpresa da 18,7 milioni di euro impegnati (e 38 da incassare, nelle previsioni) che è la svolta di Spim; perché da questa joint venture, precisa la presidente Sara Armella, il socio pubblico incasserà anche dei bei soldi; cioè, considerati 10-12 milioni di utili, almeno cinque o sei milioni da reinvestire in operazioni di housing sociale, in primo luogo. Non più un gestore-venditore di patrimoni per tappare i buchi improvvisi di bilancio, ma un a società immobiliare che impara a valorizzare dintesa con un irrinunciabile privato, parte del suo patrimonio: sempre con la regia pubblica, insiste la Armella rivendicando il primato nazionale delliniziativa. «Una scelta che potremmo effettuare anche con altri beni, ad esempio lex mercato avicolo del Campasso, o i 67 appartamenti di via maritano da trasformare - spiega - ma anche con la rimessa Amt di Sampierdarena da dismettere; in quel caso metteremo allasta il capannone con il progetto di riuso urbanistico. Perché è giusto che sia la parte pubblica a decidere le destinazioni duso». Quattro anni per decollare e molte polemiche, sullintesa tra Comune, grandi famiglie e poteri bancari, su eventuali conflitti di interessi di Repetto, ma anche un braccio di ferro più o meno tacito tra i due soci che riguardava la gara pubblica per lassegnazione dei lavori. E mentre sulla regolarità delle intese si sono spesi sia Beppe Pericu che Marta Vincenzi, si sono presentati 41 concorrenti, chiarisce a margine Mariangela Danzì, segretario generale del Comune, e i lavori sono stati aggiudicati al tortonese consorzio Argo del gruppo Gavio «in base allofferta economicamente e tecnicamente più valida, con un risparmio di quasi tre milioni di euro». Per realizzare un complesso che avrà la massima attenzione al valore storico-artistico degli edifici, è stato ricordato dal progettista architetto Gianni Pellegrino; uno dei più grandi monasteri di Genova costruito nel 122 4, di proprietà comunale e abbandonato dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale» ha ricordato Luciano Buson, amministratore delegato della San Bartolomeo srl. Presidente è la Armella, a ribadire la regia pubblica. Perché qui, sottolinea la Vincenzi, va inserito ciò che abbiamo scelto con ciò che abbiamo subìto, cioè il parcheggio dellAcquasola.