Il responsabile Legambiente della Puglia Tarantini: "Dobbiamo evitare il Far west" Incentivare le installazioni di impianti fotovoltaici negli ambienti urbani «Non possiamo che salutare con favore - dice Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - limpegno della Regione per coniugare tutela del territorio e produzione di energia da fonti rinnovabili. Per il semplice motivo che, in qualche misura, il disegno di legge presentato dallassessore alla Qualità dellambiente, Lorenzo Nicastro, recepisce alcune delle nostre richieste e indicazioni». Vuole spiegarci quali? «Lincentivazione, in primo luogo, delle installazioni di impianti fotovoltaici negli ambienti urbani». E la stretta decisa sulleolico? «La condividiamo, ricordando che Legambiente sui Prie (Piani regolatori degli impianti eolici) aveva già sollevato non poche perplessità per limpatto che poteva derivarne sul paesaggio di area vasta». In che termini? «Ritenevamo necessario che la Regione si preoccupasse di mantenere una regia per evitare un effetto "selva", dovuto a un concentrarsi dimpianti nei territori di confine fra i diversi comuni» Sul versante delleolico off shore, invece? «Resta in piedi un grande punto interrogativo, ovvero qui la competenza è in realtà dello Stato. È per questo che domandiamo alla Regione di chiedere al governo la convocazione di una conferenza Stato-Regione in cui si sollecitino le linee guida, mai discusse in Italia, di approvazione e valutazione degli impianti da fonti rinnovabili». Quali obiettivi auspichereste, in questo senso? «Il vero problema è mettere in grado le regioni di evitare il rischio far west, che potrebbe derivare dai numerosi progetti off shore richiesti dalla Tremiti fino al Salento. Bisogna costruire, insomma, degli strumenti che possano arginare il moltiplicarsi progressivo delle richieste di concessione per nuovi impianti in mare». Come normare, allora, leolico sulle nostre coste? «Limitando i progetti, innanzitutto, e realizzandoli in aree che preservino gli equilibri naturali, senza intaccare le rotte migratorie e preservando naturalmente lo skyline».