Passa il ddl dellassessore Nicastro. E la procura: indaghiamo sulle infiltrazioni dei clan Evidenziata lattualità degli accertamenti e la necessità di mantenere il segreto investigativo Va valutata loccupazione del suolo e del territorio per la realizzazione di nuovi impianti La festa è finita. Dopo averli incoraggiati, la giunta regionale frena sugli impianti eolici industriali e, dopo la bocciatura della Corte costituzionale, ridisegna il meccanismo dei vincoli per il fotovoltaico nelle aree protette. Lassessore allAmbiente, Lorenzo Nicastro, che ha proposto il ddl di modifica di un paio di articoli della legge regionale sulla valutazione di impatto ambientale del 2001, ci tiene a non parlare di vincoli: «Mi sembra che sul fotovoltaico ci sia unestensione dal momento che prima nelle aree protette era impossibile mettere pannelli. Il provvedimento non mira ad introdurre nuovi vincoli, ma intende ricondurre ad unattenta valutazione loccupazione del suolo e del territorio per la realizzazione di nuovi impianti». Il ddl è stato approvato poche ore prima che si apprendesse in Parlamento, durante il question time col ministro Elio Vito, che il ministero della Giustizia ha chiesto alle procure di Roma, Bari, Cagliari e Palermo elementi in merito alle infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per leolico. Quella barese è tra le tre procure che «hanno evidenziato lattualità degli accertamenti in corso e la necessità di mantenere il segreto investigativo». Di eolico industriale, Nicastro si occupa nella relazione al ddl. Alla giunta ha spiegato che «risulta necessario adottare i primi strumenti normativi per limitare loccupazione di suolo per le nuove installazioni, preferendo le soluzioni off shore». Gli stessi strumenti coi quali si dovranno «orientare le nuove installazioni di fotovoltaico sul territorio già costruito», come i tetti delle abitazioni, le coperture dei capannoni, le serre agricole. La produzione di energia da fotovoltaico ha superato la soglia indicata nel piano energetico ambientale regionale: è di 250 MW quando il valore obiettivo (che non è prescrittivo) è di 200MW. Così per leolico: il valore obiettivo di 4000MW non è stato superato ma le richieste giacenti porteranno il livello di produzione a 20.000MW. Le modifiche proposte alla legge regionale del 2001, sono un primo passo verso una correzione di rotta sulle fonti rinnovabili. In dettaglio si attribuisce alle Province la Via anche per gli impianti non più da 10MW ma da 0,5MW che non siano né centrali termiche, idroelettriche e per lo sfruttamento di fonti rinnovabili. Questi impianti, secondo il ddl, possono essere realizzati anche nelle aree protette, nei Sic (siti di interesse comunitari) e Zps (zone di protezione speciale), beni paesaggistici, gli ambiti territoriali estesi e nelle zone agricole di particolare pregio, ma a condizione che si dimezzi la soglia di 0,5MW. Insomma: una stagione, quella delleolico e del fotovoltaico, sembra aver raggiunto il suo picco. Dora in poi bisognerà «sviluppare - scrive Nicastro - nuovi segmenti di produzione, come solare termodinamico, geotermia e celle a idrogeno».
PUGLIA - Stop a pale eoliche e pannelli solari
Il ddl dellassessore Nicastro è stato approvato dalla giunta regionale. Il provvedimento mira a ricondurre lattenta valutazione loccupazione del suolo e del territorio per la realizzazione di nuovi impianti di fotovoltaico e eolico. Il ddl attribuisce alle Province la Via per gli impianti non più da 10MW ma da 0,5MW che non siano centrali termiche, idroelettriche e per lo sfruttamento di fonti rinnovabili. Gli impianti possono essere realizzati nelle aree protette, nei Sic e Zps, beni paesaggistici, gli ambiti territoriali estesi e nelle zone agricole di particolare pregio, ma a condizione che si dimezzi la soglia di 0,5MW.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo