Devo fare una confessione (o sarà un outing?): sono un italiano del Sud. Ergo, ho un quoziente intellettivo (IQ) nettamente inferiore rispetto ai più fortunati italiani del Nord, e di conseguenza sono predestinato a più scarso reddito, insufficiente scolarizzazione e cultura, statura più bassa e altre disgrazie; a unaltra piaga dEgitto, la mortalità infantile, sono sfuggito chissà perché. È il risultato di una ricerca scientifica firmata da Richard Lynn (università dellUlster), pubblicata sul numero 38 (2010) della rivista Intelligence. Ma perché noi meridionali siamo afflitti da tanta sventura? Lynn lo sa benissimo: perché abbiamo avuto la pessima abitudine di mescolarci geneticamente con popolazioni del Vicino Oriente e del Nord Africa. Secondo Lynn, le differenze di reddito fra Sud e Nord Italia sono inesplicabili in termini di "fattori socio-culturali". «Estese ricerche mostrano che cè un rapporto diretto fra lintelligenza e il reddito», e poiché i risultati delle misurazioni dello IQ fra gli studenti italiani nel PISA (Program for International Student Assessment) mostra che i risultati si abbassano seguendo la latitudine, col massimo in Friuli e il minimo in Sicilia, il gioco è fatto. LItalia del Nord (beati loro) è più o meno al livello del Regno Unito, al Sud si precipita ai livelli più bassi (in compagnia a quel che pare della Corsica). Solo genitori con un alto IQ «riescono a dare ai propri figli un nutrimento più sano», con ciò aumentandone la statura e la salute e diminuendo la mortalità infantile; i meridionali non hanno ancora capito che sarebbe più intelligente mangiar meglio. Da Napoli e dal resto del Sud (incalza Lynn) non ci vengono figure storiche importanti, e lItalia del Sud non conobbe il Rinascimento. Spiegazione: anche allora IQ bassi rispetto a Roma, Firenze e Venezia. Conclusione: «Le popolazioni del Sud sono geneticamente diverse da quelle del Nord, e questa differenza genetica comporta differenze di intelligenza, (...) La causa è che nel corso dei secoli lItalia del Sud, la Sicilia e la Sardegna hanno visto una notevole immigrazione di popoli dallAfrica del Nord e dal Vicino Oriente», specialmente Fenici e Arabi. Su questa base, è possibile «predire su base genetica» le differenze di reddito fra Nord e Sud, evidentemente immutabili. Intelligence è una rivista, pubblicata da Elsevier e diretta da D. Dettermann, docente in un college dellOhio, che «pubblica ricerche originali e studi teorici che danno sostanziali contributi alla comprensione dellintelligenza della sua natura e della sua funzione», e larticolo si presenta corredato di tabelle, statistiche e bibliografia secondo gli usi (e le retoriche) della scienza. Dato che Lynn ha certo un altissimo IQ, la sua teoria è indubbiamente geniale. Ma non è nuova. Nel 1951 Friedrich Vöchting, tedesco ma professore in Svizzera, pubblicò a Berlino un grosso libro sulla Questione meridionale. Egli deplora lipotesi che «questo caso di degenerazione» possa essere giustificato con cause ambientali, come i meridionali tendono a fare sbandierando le proprie tradizioni culturali per «linnata tendenza a inebriarsi e insuperbirsi, correndo il rischio di un conseguente rinnovarsi della fatale espiazione». No, la causa della perenne inferiorità del Sud è unaltra: le immigrazioni, che nel resto dEuropa generarono fecondi rinnovamenti, nel nostro Sud «degenerarono in un perenne lievito di dissolvimento, capace di distruggere ogni cristallizzazione nazionale che, in questa mescolanza etnica, venisse a formarsi». E ciò perché in quelle sfortunate lande ancora attecchisce «la razza mediterranea», «un tipo pre-ariano di piccola statura», «la cui funzione storica è in ogni tempo quella di chi è dominato e mai di chi domina, di chi riceve e mai riesce a dare». Da questa razza inferiore derivano le caratteristiche dei meridionali: molto atavismo e poca volontà, frequente ricorso alla malizia, al tradimento e allinganno, scetticismo e inazione. La «scala etnica» si identifica con «la piramide sociale e, in sostanza, anche economica»: allinfimo gradino i contadini e pastori "mediterranei", condannati a una strutturale inferiorità, al vertice i discendenti dei Normanni, «alti, di colorito chiaro, con occhi celesti e capelli biondi», e a loro si devono i rari successi del Sud. A metà fra gli uni e gli altri, i «meticci: piccoli proprietari, guardie campestri, e coloro che erano affiliati alla mafia» (che per Vöchting nel 1951 non esiste più). Razziale è anche la spiegazione della mafia, dovuta alla «devozione verso lindividuo che proveniva da una razza diversa, da un ceppo straniero», che aveva in sé qualche goccia di «fresco sangue nordico». Con queste premesse, dati «i millenni di servitù e leterna uniformità di una miseria che muta solo nella forma», per Vöchting non si può «ancora credere seriamente in un qualche futuro rinnovamento». La corposa opera di Vöchting fu tradotta in italiano nel 1955, ad opera della Cassa per il Mezzogiorno (mancano dati sullo IQ di chi prese tal decisione), e con una prefazione di Giovanni Cassandro (nato a Barletta), che proprio quellanno divenne giudice della Corte Costituzionale. Cassandro elogia dello scritto di Vöchting la «serena compostezza della storia», la «controllata misura» e «quel pathos che è simpatia per le res gestae», non si capisce se dei mediterranei minuscoli o dei nobili normanni. Richard Lynn non cita Vöchting nella sua bibliografia, ma le convergenze e le divergenze fra i due sono significative. Per entrambi, larretratezza del Sud è strutturale, genetica, non correggibile. Per entrambi la radice ultima di tale inferiorità è di natura etnica, ma per Vöchting la colpa è della "razza mediterranea" locale, per Lynn della mescolanza con etnie nordafricane e mediorientali. Per Vöchting, la razza spiega le molte sciagure del Sud, fra cui larretratezza economica; per Lynn, il misuratore di partenza è il basso reddito, e la causa è una sola, il basso IQ: «Cè un rapporto diretto tra intelligenza e reddito». Insomma: Vöchting (nato nel 1888) eredita la retorica (nazista, ma non solo) della razza ariana; Lynn, vero uomo del nostro tempo, celebra le superiori liturgie del mercato e del reddito e vi canalizza un nuovo razzismo travestito da misurazioni di IQ. In attesa che Lynn abbia una tessera onoraria della Lega e che le sue conclusioni vengano citate come argomenti inoppugnabili per devoluzioni, secessioni e respingimenti di immigrati, celebriamo dunque serenamente lunità dItalia. Almeno ormai sappiamo, grazie al dott. Lynn, che il più ricco fra gli italiani è anche il più intelligente.