«I maxi-impianti eolici e fotovoltaici devono essere pianificati nel pieno rispetto del paesaggio e con operazioni trasparenti». E lultimo appello indirizzato a governo, Regioni, beni culturali e Comuni italiani dal Comitato della bellezza. Un documento sottoscritto da intellettuali, giornalisti e scrittori, fra cui Salvatore Settis e Corrado Stajano, per mettere in guardia le istituzioni dalle «logiche privatistiche e speculative» con cui si stanno diffondendo pale e pannelli. «Il ricorso a fonti rinnovabili - scrivono - e quindi la diffusione di impianti per energia pulita sono più che mai indispensabili e quindi da noi pienamente condivisi. Tuttavia sentiamo la necessità di dire che la diffusione dei parchi eolici, anche dei mega-impianti, sta avvenendo senza pianificazione territoriale, ambientale, paesaggistica, e in modo a volte assai poco trasparente». E secondo il comitato, non solo in Sardegna e Sicilia, ma anche in Toscana, dove il proliferare delle pale «sta manomettendo anche panorami particolarmente belli». Il rischio è di veder deturpato il territorio e lavifauna. «Tutto - concludono - sta avvenendo in modo disordinato, senza la definizione, dintesa con le Soprintendenze regionali e di settore, di piani di "compatibilità"». Sbagliata, quindi, «la installazione di maxi-impianti in aree agro-silvo-pastorali». Per leolico «si utilizzino i porti, per il fotovoltaico le aree urbane, evitando, ovviamente, i centri storici».
FIRENZE - Comitato della Bellezza. Leolico solo nei porti e i pannelli in periferia
Un comitato di intellettuali e giornalisti ha lanciato un appello alle istituzioni italiane per pianificare meglio i maxi-impianti eolici e fotovoltaici. Il documento sottoscritto sostiene che la diffusione di impianti per energia pulita è necessaria, ma richiede una pianificazione territoriale, ambientale e paesaggistica trasparente. Il comitato critica la mancanza di piani di "compatibilità" con le aree protette e richiede l'evitazione di installare maxi-impianti in aree agro-silvo-pastorali. Sostengono che i porti e le aree urbane dovrebbero essere utilizzati per l'elico e il fotovoltaico, rispettando le aree storiche.
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