Ma non c'è neanche la gara d'appalto Completamente disattesi i tempi dell'intervento di recupero e l'assessore non parla GALLARATE Palazzo Minoletti, è ancora tutto fermo. L'obiettivo di Palazzo Borghi era aprire il cantiere nei primi mesi del 2010, per terminare l'opera entro fine anno. Ma ancora non è nemmeno stato assegnato l'appalto. Nel dicembre scorso era stato presentato, nel corso di una conferenza stampa, il progetto definitivo legato al restauro dell'ex casa del Fascio, edificio sottoposto a tutela dalle Belle Arti che l'amministrazione comunale vuole trasformare nella nuova sede della biblioteca civica «Luigi Majno». Dopo aver speso 1,7 milioni di euro per acquistarlo, Palazzo Borghi è pronto ad investirne altri due per ristrutturare l'edificio secondo le indicazioni di Gianni Montaldo, ordinario di Architettura all'Università di Cagliari e responsabile della Tellus Engineering, la società sarda che ha vinto l'appalto per la progettazione dell'intervento. Cinque mesi fa, parlando di fronte a telecamere e taccuini, il sindaco Nicola Mucci aveva indicato il 2010 come l'annata decisiva per il completamento dell'opera. Una decina di mesi di cantiere, l'ipotesi, che si contava di aprire nei primi mesi dell'anno, così da consegnare alla città la nuova biblioteca entro il prossimo dicembre. Arrivati quasi alla metà di maggio, però, ancora all'interno di Palazzo Minoletti non è stata spostata nemmeno una piastrella. Contattato da «La Provincia di Varese», l'assessore ai Lavori pubblici Leonardo Martucci si rifiuta di rilasciare dichiarazioni rispetto al progetto legato alla nuova biblioteca, minacciando denunce nei confronti del giornale. Fonti interne all'amministrazione confermano però che non solo l'appalto non è ancora stato assegnato, ma che nemmeno è stata bandita la gara. Anche le opposizioni vorrebbero risposte. «A febbraio abbiamo chiesto che il progetto venisse presentato anche alla commissione», ricorda il capogruppo del Pd Marco Casillo, «vogliamo sapere come stanno le cose». Al proposito il presidente dell'organo consultivo, il forzista Germano Dall'Igna, si rivela più loquace dell'assessore e fornisce anche qualche elemento utile a capire le ragioni del ritardo. «La commissione si farà», spiega, «stavamo aspettando l'autorizzazione a stendere il progetto esecutivo da parte della Sovrintendenza». Mancherebbe insomma l'ultima delle tre fasi progettuali, dopo la stesura di quello preliminare e del definitivo, per procedere all'indizione della gara d'appalto. Riccardo Saporiti