La Soprintendenza dice ancora no, i privati devono ripartire da capo L'area è da tempo trasformata in un parcheggio, ma la nuova ipotesi di ristrutturazione non è piaciuta a Siena "Gli è tutto da rifare" diceva la buonanima di Gino Bartali. La stessa cosa dice la Soprintendenza di Siena in relazione al progetto sulla destinazione e la ristrutturazione del giardino ex Iacovacci. La storia infinita di quel giardino (da anni trasformato in un parcheggio) per la quale si sono consumati fiumi d'inchiostro, è arcinota non solo in ambito locale, ma addirittura nazionale e non staremo qui a ripeterla. Lunedì però sull'argomento è stato fatto punto e a capo. Quel che si è verificato a Siena lo illustra l'assessore Claudio Busonero, incaricato dal sindaco di seguire il percorso burocratico di questa scottante pratica. «La mia funzione - spiega Busonero - per quanto riguardava la rivisitazione del progetto e quindi le migliorie che si potevano fare, è stata ultimata e credevo fosse stato raggiunto un buon risultato perché eravamo riusciti, insieme alla proprietà, a rivedere il progetto e a migliorarlo. Soprattutto ci eravamo messi d'accordo che in fase di convenzione avremmo operato il meglio per il progetto in quanto questo avrebbe dovuto soddisfare le esigenze della cittadinanza. Purtroppo già poco tempo fa venne un parere negativo da parte della Soprintendenza, parere negativo che ieri la soprintendenza ha confermato. L'ha confermato nonostante in passato avesse espresso un parere positivo». Aggiunge l'assessore Busonero: «Non si capisce se prima un progetto più impattante andava bene, ora, stranamente, un progetto meno impattante e più elaborato nei particolari, nei materiali, sia stato bocciato. A mio parere, qui finisce il nostro compito. Sarà la proprietà a dover andare in Soprintendenza e argomentare: noi abbiamo questo spazio, che ci possiamo fare?» Precisa Busonero: «Noi alla fine, non possiamo curare gli interessi dei privati, possiamo fare soltanto l'interesse pubblico ma da lunedì abbiamo visto che comunque questa bocciatura è definitiva sul progetto che si pensava essere il migliore fino ad oggi elaborato. Credo anche che bisognerà ricominciare con un nuovo progetto. Questa bocciatura però era stata in un certo senso già adombrata quando si analizzava il regolamento urbanistico per il quale le direttive della Soprintendenza erano quelle di tutelare il più possibile la salvaguardia del paesaggio e dell'ambiente. Ora la palla torna in mano alla proprietà che dovrà tornare a Siena e incontrarsi con la Soprintendenza». Fin qui le parole dell'assessore. Non c'è dubbio, comunque, che il problema riguarda non solo la proprietà ma anche il Comune. Una soluzione va trovata. Non è pensabile che la situazione di quell'area al centro dell'abitato, area che è strategica per Porto S. Stefano, rimanga "sine die" allo stato attuale. Renzo Wongher EX IACOVACCI. Il giardino trasformato in parcheggio sul quale non si trova un accordo fra proprietà e Comune per la ristrutturazione, ma è un'area decisiva per Porto Santo Stefano, sempre in crisi per la cronica mancanza di posti auto