Quattrocento immobili, dal valore medio di 40 milioni l'uno. Il portafoglio immobiliare è ricco e le società di gestione dei fondi (Sgr) ci si ficcano. Alla scadenza del termine per iscriversi al business, il 9 agosto, la lista di candidati al costituendo Fondo del tesoro contava 14 Sgr. 14 pretendenti per una dote di tutto rispetto: immobili pubblici, siti in capoluoghi di provincia, sedi di servizi come le dogane, le agenzie fiscali, gli uffici territoriali del lavoro, le caserme. Il vincitore dovrà gestire una robetta che da sola vale quasi quanto tutto il mercato dei fondi immobiliari italiani, dovrà staccare un consistente assegno a favore dello Stato - dai 3 ai 5 miliari di euro - dovrà impegnarsi a mantenere come inquilini gli ex proprietari, gestire palazzi, pagare la manutenzione straordinaria e gli investimenti, e allo steso tempo sganciare un bel 5,5-6 ai suoi azionisti. Potrà a sua volta indebitarsi, per il 60 del valore. Potrà - anzi dovrà - liberare e riaffittare entro 15 anni una parte pari al 20 del patrimonio per farlo fruttare commercialmente. Così entrano in cassa bei soldoni freschi freschi, senza tagli né proteste: è l'uovo di Colombo. Che però sarà ripagato domani con fior di galline. Il rendimento promesso dal SuperFondo ai suoi azionisti è quasi il doppio di quello dei titoli del debito pubblico. Delle due l'una: o l'affitto pagato dai pubblici uffici sarà ai livelli di mercato, o il SuperFondo riuscirà a fare profitti esorbitanti dal solo 20 del patrimonio: che so, subaffittando la mansarda di un ispettorato del lavoro, o aprendo un Pub sotto una caserma. Poiché Superman non abita nella finanza, stiamo al primo caso. E' come se una famiglia bisognosa ma proprietaria della casa in cui vive, invece di ricorrere a un prestito pagando 3-400 euro al mese, vendesse la casa per poi pagare un affitto di 1000 euro al mese. Nessuno di noi, per quanto sprovveduto, farebbe un affare simile. Ma se il nostro Tesoro lo fa, un motivo c'è: Bruxelles, che (se tutto va bene e l'Eurostat chiude un occhio) non scriverà le cifre del Sale and lease back sotto la voce debito pubblico.
AFFARI IMMOBILIARI Un super fondo dal rendimento strabiliante
Il governo italiano ha lanciato un'offerta pubblica per la gestione di 400 immobili con un valore medio di 40 milioni l'uno. Le società di gestione dei fondi (Sgr) hanno espresso interesse per la gestione del patrimonio immobiliare, che include immobili pubblici, siti in capoluoghi di provincia e sedi di servizi come le dogane e le agenzie fiscali. Il vincitore dovrà gestire il patrimonio immobiliare, pagare la manutenzione e gli investimenti, e allo stesso tempo sganciare un assegno a favore dello Stato. Il SuperFondo, un fondo immobiliare gestito dal Tesoro, promette un rendimento quasi il doppio di quello dei titoli del debito pubblico.
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