Il commissario dice no al consiglio comunale in teatro: "È contro il governo" Polemica in Sala rossa per la scelta del commissario Oggi corteo e vertice col sindaco Niente palco allopera per il consiglio comunale di Genova. La seduta straordinaria di venerdì prossimo dedicata ai problemi del Carlo Felice non si farà sul palcoscenico del teatro genovese: il niet del commissario straordinario del teatro lirico, Giuseppe Ferrazza, arriva a Palazzo Tursi nel pomeriggio di ieri e scatena una tempesta in consiglio comunale. Il presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello spiega le motivazioni che hanno mosso ieri mattina la conferenza dei capigruppo in consiglio comunale ad indire la riunione straordinaria di consiglio per venerdì pomeriggio alle 14 al Carlo Felice. «Ho sentito personalmente il Commissario straordinario Ferrazza - spiega Guerello - per formalizzare lincontro ma lui ha detto di preferire che lassemblea non si tenga sotto la sua responsabilità allinterno del teatro». A dare il via alla polemica è la consigliera Angela Burlando, Sinistra e Libertà, che chiede le motivazioni di questo spostamento, Guerello risponde che «non cè alcuno scopo antigovernativo, vogliamo solo dimostrare la nostra vicinanza a unistituzione importante per la città». A questo punto si scatena la bagarre. «È triste che un commissario mandato al Carlo Felice per tutelare gli interessi del teatro e dei suoi lavoratori prenda una decisione di questo tipo - dice Marcello Danovaro, capogruppo del Pd in consiglio - il commissario non ha il compito di rappresentare il governo, ma di lavorare per assicurare un futuro al teatro». Secondo Nicolò Scialfa dellIdv «il commissario ha avuto un comportamento singolare, ma è meglio evitare qualsiasi polemica politica». «Cè stata una mancanza di rispetto nei miei confronti che ha dellincredibile - replica il commissario Giuseppe Ferrazza parlando con Repubblica - . La verità è che non ho negato il teatro, semplicemente perché nessuno me lha chiesto. Ho saputo da un mio impiegato che il consiglio comunale aveva deciso di programmare una seduta straordinaria allinterno del teatro lirico, senza che a me fosse arrivata alcuna richiesta. Solo successivamente si è fatto vivo il presidente del consiglio, Giorgio Guerello. Nel corso di una conversazione, peraltro molto cordiale, abbiamo convenuto che non sarebbe stato opportuno tenere un consiglio "anti governo" in un luogo in cui la responsabilità è di un rappresentante del governo. Tutto qui». Una richiesta, dunque, che avrebbe messo Ferrazza in imbarazzo con il ministro Bondi. Anche se il commissario si dichiara certo che la "scorrettezza" non sia stata provocazione, ma un semplice incidente diplomatico. Aldilà delle diverse spiegazioni, è certo che sul futuro, anche immediato del Carlo Felice, si sta giocando una partita infuocata. Oggi pomeriggio i lavoratori e i sindacalisti partiranno dal teatro e si dirigeranno in corteo a Palazzo Tursi, dove incontreranno il sindaco Marta Vincenzi e le consegneranno una lettera per il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. Nel documento, oltre a esprimere le proprie valutazioni negative sul decreto del governo sugli enti lirici, i dipendenti insisteranno sulla necessità di non prolungare il commissariamento, che scade alla fine di maggio. Un fatto sul quale in Comune tutti sembrano daccordo. Lo stesso Ferrazza dichiara a Repubblica: «Penso anchio che sia giusto tornare alla normalità e chiudere con il commissariamento, a patto che gli azionisti della Fondazione siano in grado di garantire che il Carlo Felice ce la farà ad andare avanti con le proprie forze, grazie soprattutto allintervento dei privati». Proprio per fare il punto Ferrazza si è incontrato ieri a Roma con lassessore comunale alla Cultura, Andrea Ranieri. Sembra che la situazione possa positivamente sbloccarsi. Sempre che ora lincidente del mancato consiglio comunale non rimetta tutto in discussione.
LIGURIA - ENTI LIRICI. Carlo Felice, lo schiaffo di Ferrazza
Il commissario straordinario del teatro lirico di Genova, Giuseppe Ferrazza, ha detto no alla richiesta del consiglio comunale di tenere una seduta straordinaria al teatro per discutere dei problemi del Carlo Felice. La scelta del commissario è stata vista come una mossa contro il governo. Il presidente del consiglio comunale, Giorgio Guerello, ha spiegato che il commissario ha detto di preferire non tenere la seduta perché non c'è alcuno scopo antigovernativo. La polemica è stata scatenata anche dalla presenza di Angela Burlando, consigliera di Sinistra e Libertà, che ha chiesto le motivazioni della scelta del commissario.
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