Consiglio comunale nel ridotto del teatro. Soprintendenza: Passigli prende quota Il Pdl accusa Mehta di demagogia Il sindaco: "Più fondi dai privati" «Non è tutta colpa del governo, anche il Maggio può fare di più». Davanti ai lavoratori del teatro e al consiglio comunale riunito in trasferta nel ridotto del Teatro per affrontare i problemi del Maggio Fiorentino, il sindaco Matteo Renzi lancia due messaggi: primo, inutile stare solo a recriminare contro un decreto, quello di Bondi, sbagliato nel metodo ma che non declassa il Maggio; secondo, se è vero che un governo che taglia sulla cultura uccide il futuro occorre anche che le istituzioni, il teatro e la città facciano di più perché per ora, dice il sindaco, il Maggio «tira su il sipario meno di quanto vorremmo» ed è vero che qualche «assunzione ci vuole» ma è vero pure che tanti partner privati «che si sono dimostrati utili nel dare consigli non sempre lo sono stati altrettanto al momento di tirare fuori i contributi». Per rilanciare un teatro che si avvia ad archiviare il 2009 con un deficit di 2,5 milioni di euro, Renzi propone «un pacchetto di riforme economiche da concordare col ministero» e che abbia come punti fondanti laumento dei fondi dai privati (da 3 a 6 milioni di euro) e il raddoppio dei ricavi da biglietti (da 5 a 10 milioni) per arrivare, entro il 2014, data di scadenza del prossimo cda, ad un budget annuale di 4044 milioni contro i 38 attuali. «Il Maggio, eccellenza riconosciuta a livello internazionale, non deve avere paura della sfida della competitività», aggiunge il sindaco chiedendo però al governo di «defiscalizzare gli interventi dei privati sulla cultura» e rinnovando lallarme sul nuovo Parco della Musica alla Leopolda. «Mancano 80 milioni di euro per lauditorium da 1.000 posti: anche al presidente Napolitano chiederò che lopera ci sia consegnata finita e non a metà», annuncia il sindaco ricordando che la fine dei lavori, però senza auditorium, è prevista per dicembre 2011. «La sfida del Maggio passa anche dal nuovo teatro» aggiunge pure annunciando che sui grandi appalti su cui indaga la Procura di Firenze (parco della musica e scuola carabinieri) il Comune si «riserva la possibilità di chiedere i danni». Il sovrintendente Francesco Giambrone raccoglie la sfida: «Certo che dobbiamo cambiare, nessuno vuole difendere le incrostazioni del passato». Ma precisa che «non si può che ripartire dai lavoratori: tra il 2008 e il 2009 abbiamo tagliato 2,6 milioni di euro sui costi di produzione, oltre non possiamo andare». Secondo Giambrone i 7 milioni di euro lanno che il Maggio spende per la produzione artistica sono una «cifra insignificante». Le forze del consiglio comunale si spaccano: da una parte il capogruppo Pd Bonifazi, che chiede il ritiro del decreto Bondi, dallaltra il Pdl, che si scaglia contro il maestro Mehta «capopopolo» contro latto di riforma delle fondazioni liriche. «Mehta fa politica, ha sbagliato a dare del poveraccio a chi ha fatto il decreto», ha detto la vice capogruppo comunale del centrodestra Bianca Maria Giocoli sollevando i fischi della platea dei lavoratori e dei sindacalisti, che già prima erano saltati sulla sedia quando la stessa esponente Pdl aveva detto che «gli stipendi integrativi dei lavoratori si possono tagliare». Un altro consigliere Pdl, Marco Stella, dopo corregge il tiro: «Difendiamo i lavoratori ma i costi di produzione vanno migliorati». Intanto impazza il toto nomine: Giambrone scade il 21 maggio, chi lo sostituirà? Si parla di Francesca Colombo, coordinatrice artistica del festival Mi-To ma ora prende quota il nome di Stefano Passigli - docente, presidente degli Amici della musica - che Renzi valuta ma che, pare, per ora non troverebbe consensi a Roma.
FIRENZE - Renzi al Maggio: "Non solo colpa del governo"
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha lanciato un messaggio di sfida al Maggio Fiorentino, accusandolo di non fare abbastanza per rilanciare il teatro. Renzi ha proposto un pacchetto di riforme economiche, che include l'aumento dei fondi dai privati e il raddoppio dei ricavi da biglietti. Ha anche chiesto al governo di defiscalizzare gli interventi dei privati sulla cultura e di rinnovare l'allarme sul nuovo Parco della Musica alla Leopolda. Il sovrintendente del Maggio, Francesco Giambrone, ha risposto che non si può cambiare solo ripartendo dai lavoratori e che i 7 milioni di euro spesi per la produzione artistica sono una cifra insignificante.
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