SCIENZA. Al museo di Firenze i cimeli perduti e recuperati all'asta Saranno presto esposti i resti di Galileo Galilei, creduti perduti da oltre un secolo, e ritrovati nell'autunno scorso. Dopo una delicata opera di restauro dei contenitori, le tre reliquie dello scienziato toscano (due dita e un dente) sono adesso in condizioni di essere esposte. Il pubblico potrà ammirarle a Firenze al museo di Storia della scienza, in piazza dei Giudici 1, che in giugno riaprirà dopo due anni, completamente ristrutturato, con il nuovo nome di Museo Galileo. Il doppio evento chiuderà nel modo più degno le celebrazioni dell'anno internazionale dell'astronomia (2009) decretato dall'Onu per ricordare le prime, rivoluzionarie scoperte celesti galileiane. Mercoledì 26 maggio, Cristina Acidini, soprintendente al Polo museale fiorentino, e Paolo Galluzzi, direttore del museo di Storia della scienza, presenteranno alla stampa, assieme al protagonista dello straordinario ritrovamento, la nuova collocazione. Il dente e le due dita della mano destra (pollice e medio) erano stati prelevati nel 1737 dai resti del grande scienziato toscano nel corso della traslazione della salma nel sepolcro monumentale della basilica di Santa Croce. I cimeli galileiani sono riemersi in un'asta, dove sono stati battuti come un lotto del quale era ignota la precisa identità. Si trattava di una teca di legno dalla foggia singolare, realizzata nell'Ottocento, e sormontata da un busto ligneo di Galileo. Al suo interno un'ampolla settecentesca in vetro soffiato che racchiudeva i resti. La competenza e la sensibilità di un noto collezionista (che ha chiesto di restare anonimo) ha restituito al Paese un cimelio che si credeva perduto.G.B.
In esposizione i resti di Galilei grazie al donatore anonimo
Il museo di Storia della scienza di Firenze ha recuperato i resti di Galileo Galilei, creduti perduti da oltre un secolo. I cimeli, che includono due dita e un dente, sono stati ritrovati in un'asta e sono ora in condizioni di essere esposti. Dopo un restauro delicato, i resti saranno esposti al museo, che si chiama Museo Galileo e si apre nuovamente in giugno. Il ritrovamento è stato possibile grazie alla competenza e alla sensibilità di un noto collezionista. Il museo celebra l'anno internazionale dell'astronomia con l'esposizione dei resti di Galileo.
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