PATRIMONIO. Venerdì in piazza San Fermo presentazione del volume e dedicazione della nuova sala conferenze Editi gli atti del convegno sul grande soprintendente ma per onorarne il ricordo ora salviamo il paesaggio L'Italia è il Paese dove in teoria tutto è perfetto, in pratica non funziona niente. La tutela dei monumenti e del paesaggio, per esempio: abbiamo le migliori leggi al mondo (a partire dalla Bottai del 1939, tuttora architrave del sistema, nonostante gli annacquamenti). Però lo scempio del Bel Paese è sotto gli occhi di tutti. Ma quando c'è l'uomo giusto al posto giusto, le cose possono andar meglio. Fortuna di Verona fu una persona così negli anni peggiori: la guerra e il dopoguerra, quando la speculazione e gli amministratori pubblici seppero far peggio dell'Usaaf (l'United States Army Air Force che aveva bombardato «di precisione» la città. Che precisione: Biblioteca Capitolare, San Bernardino, San Giovanni in Valle, Santa Maria alla Scala...) Quell'uomo fu Pietro Gazzola (1908-1979), il soprintendente ai monumenti che ricostruì Ponte Pietra e di Castelvecchio e che scongiurò la cementificazione totale delle Torricelle e altri scempi. Senza Gazzola avremmo uno stradone da via Pellicciai alla Bra e dei casamenti stile Borgo Trento («catapecchie di lusso») davanti a San Zeno. Gazzola disponeva di leggi che sono ancora in vigore, solo che lui le adoperava. La sua autorità veniva anche dall'autorevolezza: il suo giudizio pesava al di là del ruolo, perché chiunque ne riconosceva la competenza. Fu sconfitto (i tedeschi violarono i patti, e lui fu trascinato via dalla moglie mentre venivano minati i ponti), seppe contraddirsi (la ricostruzione benemerita dei ponti, dopo aver teorizzato che non si compiono «falsi» nei restauri) e pure sbagliò (il via libera, seppure tormentato, al santuario della Madonna di Lourdes sulle Torricelle). Non un infallibile, insomma. Ma profeta, sì: l'ultima sua battaglia fu in Valpolicella, a difesa del paesaggio, che vedeva minacciato dall'ignoranza. «Non si sa capire che tutta l'Italia è un centro storico». Il monumento che gli dovremmo, oltre alla via che Verona ha dimenticato di intitolargli, sarebbe il salvataggio in extremis di quanto resta della Valpolicella. Vogliono farci (ed è Parco naturale regionale!) una miniera e una ciminiera alta più della Torre dei Lamberti. Venerdì alle 18 alla Soprintendenza (piazza San Fermo 3) si presentano gli atti del convegno svoltosi nel 2008 alla Gran Guardia su Pietro Gazzola; la nuova sala conferenze gli sarà intitolata, presenti i figli Maria Pia e Gianandrea.[FIRMA]
VERONA - Il monumento che spetta a Pietro Gazzola
Venerdì a Verona si è tenuta la presentazione del volume "Pietro Gazzola, il grande soprintendente maestro del paesaggio" e la dedicazione della nuova sala conferenze della Soprintendenza ai monumenti. Il volume racconta la vita e l'opera di Pietro Gazzola, il soprintendente ai monumenti di Verona che ha lavorato per la tutela del paesaggio e dei monumenti. Gazzola è stato un uomo di grande autorità e autorevolezza, che ha utilizzato le leggi per proteggere il paesaggio e i monumenti. Il suo lavoro è stato importante per la tutela del patrimonio culturale italiano.
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