La replica dello studioso dopo l'uscita da Palazzo Te Se non subito, tra qualche mese al massimo il rapporto tra il professor Salvatore Settis e il Comune di Mantova si sarebbe esaurito. L'ex direttore dell'università Normale di Pisa era componente del comitato scientifico di Palazzo Te, prestigioso centro culturale che fa capo al Comune di Mantova ma venerdì scorso ha dato le dimissioni dichiarando di non sentirsi più gradito all'amministrazione della città lombarda, un mese fa passata dal centrosinistra al centrodestra. «Da parte mia non ho allontanato Settis né ho posto alcun veto ecco la versione del sindaco di Mantova Nicola Sodano (Pdl) ma ho semplicemente avuto un incontro con il presidente di Palazzo Te Enrico Voceri: quando quest'ultimo mi ha proposto le sue dimissioni, visto che c'era stato un cambio di guida politica della città, l'ho invitato a rimanere al suo posto». Tutto avrebbe potuto continuare come prima? Non proprio. «Alla scadenza naturale degli incarichi prevista a ottobre aggiunge Sodano avremmo proceduto a un ampio rinnovo delle persone, come preannunciato in campagna elettorale». Da queste parole Settis ha dunque ricavato la convinzione di non essere più gradito e si è dunque congedato in anticipo scrivendo una lettera allo stesso sindaco (pubblicata qui a lato). Quest'ultimo conferma anche le critiche all'operato di Settis espresse quando il suo partito era all'opposizione: «La mostra di sculture classiche La forza del bello ricorda Sodano ci ha lasciato un passivo di 3 milioni di euro. Con l'aria che tira nella finanza degli enti locali, queste sono cose che non possiamo più permetterci».