Ill.mo Sig. Arch. Nicola Sodano Sindaco di Mantova Ho letto le Sue dichiarazioni alla «Gazzetta di Mantova» dell'8 e 9 maggio a proposito della mia lettera di dimissioni da coordinatore del Comitato Scientifico di Palazzo Te. Ho notato, in particolare, la Sua dichiarazione che le mie dimissioni non dipendono da una Sua richiesta, e che da parte Sua non c'è stata in tal senso alcuna pressione; come ho preso nota della dichiarazione del dott. Voceri allo stesso giornale secondo cui Lei gli aveva chiesto solo di verificare la disponibilità dei membri del Comitato. Ritengo opportuno chiarire quanto è avvenuto e il mio pensiero. Venerdì 7 maggio il Presidente di Palazzo Te dott. Voceri, immediatamente dopo il suo colloquio con Lei, mi telefonò dicendo tra l'altro: «Il Sindaco si aspetta che Lei si dimetta». Parole non equivoche (...) che furono però dette, tengo a precisarlo, senza fare la minima pressione, bensì con molta cortesia e grande imbarazzo, come potrebbe certo testimoniare lo staff di Palazzo Te che assisteva alla telefonata. Io non vedo niente di strano in questa indicazione che, per il tramite del Presidente Voceri, mi veniva da Lei. Sebbene si tratti di un incarico squisitamente tecnico e non politico, ritengo giusto che il Comitato Scientifico di Palazzo Te, per la rilevanza delle sue attività nella vita culturale della città, venga guidato da una persona indicata dal Sindaco (come il Suo predecessore fece con me) in piena sintonia con i propri intenti. Del tutto corretto, e non frutto di indebite pressioni, mi è dunque parso il chiaro invito alle dimissioni, al quale infatti mi sono il giorno stesso tranquillamente attenuto. Sperando con ciò di aver dissipato ogni residuo equivoco, Le auguro ogni bene nelle Sue funzioni di Sindaco di una città tanto bella e preziosa.