La travagliata storia di via Boccaccio e del cortile soffocato dai palazzi In via Boccaccio 50, nel quartiere delle Cure, in un piccolo piazzale alberato circondato su tre lati da edifici, unico relitto dellantico parco Maria Luisa, già di proprietà della Telecom e classificato nel piano regolatore in classe 9 (verde privato), al posto di due piccoli edifici di un solo piano stanno sorgendo due palazzine di tre piani più sottotetto, più parcheggio interrato: due edifici di notevole volume, che sovrastano e tolgono luce e aria sia ai terratetto che li fronteggiano lungo via Boccaccio, sia alle villette sul retro, che si affacciano su via Maffei. Le nuove costruzioni occupano gran parte del piazzale. Sono stati sacrificati diversi alberi, fra cui una quercia. Unaltra bellissima pianta sembra soffocata dal cemento. Lo denunciano i comitati dei cittadini dellarea fiorentina, rilevando che, nonostante le correzioni recentemente introdotte dalla amministrazione Renzi, «decine di pratiche edilizie avviate con il precedente regime - Regolamento edilizio e Norme di piano compiacenti - continuano a produrre i loro effetti, facendo crescere sgradite escrescenze cementizie in ogni buco». Lintervento di via Boccaccio è stato proposto nel lontano 2002 dalla signora Elena Morichi della società Residenza Boccaccio e dalla signora Evelina Hay. Il progetto è firmato dallarchitetto Loris Mario Ciuffi della Astypalea, associazione di architetti fondata nel 95 con Gaetano Di Benedetto, socio fino al 2000 e poi dirigente dellurbanistica del Comune di Firenze. La pratica ottiene una prima concessione edilizia nel 2003. I residenti si oppongono e presentano ricorso al Tar, che riconosce il loro interesse «nel volere far rimanere inedificata larea destinata a verde con essi confinante» («non cè infatti chi non veda come sia più salutare e godibile unarea libera che una edificata davanti alle proprie finestre»), ma ritiene che il progetto sia conforme al regolamento urbanistico. Nel 2007 la proprietà ottiene il rinnovo della concessione edilizia e un nuovo permesso di costruire. I lavori cominciano nella primavera del 2009 e vanno avanti spediti. Il 14 gennaio scorso i vigili del nucleo edilizio, chiamati dai cittadini che vedono crescere a dismisura il nuovo complesso, eseguono un sopralluogo e rilevano delle irregolarità. Il cantiere va avanti a ritmi sostenuti fino al 9 febbraio, quando viene notificata la ingiunzione di immediata sospensione dei lavori. Il Comune contesta alla proprietà di aver demolito uno degli edifici preesistenti, un magazzino di classe 5, che poteva essere ristrutturato ma non abbattuto. I residenti sono convinti che, anche se il regolamento edilizio in vigore fino a pochi mesi fa era molto elastico, nellex piazzale della Telecom sia accaduto qualcosa di più grave. A parte il fatto che il magazzino di classe 5 non poteva essere demolito, a loro giudizio laltro modesto fabbricato di classe 6 (che invece poteva essere abbattuto) e un terzo edificio (un autolavaggio in parte interrato, peraltro ancora intatto), non sommano insieme una superficie tale da giustificare la sostituzione edilizia in atto. «Anche fatti salvi gli incrementi attualmente concessi dal Regolamento edilizio - annotano i comitati - sembra prodigiosa una acquisizione in metri cubi che a occhio e croce è almeno il doppio della situazione precedente». I cittadini rilevano inoltre che le alberature e le sistemazioni a verde dovevano essere mantenute a carico dei proprietari. Il consigliere comunale Tommaso Grassi, del Gruppo Spini, ha presentato una interrogazione, chiedendo fra laltro se non vi sia stato un aumento ingiustificato delle volumetrie. La amministrazione non ha ancora risposto.
FIRENZE - Due nuove costruzioni di tre piani al centro di una guerra legale
In via Boccaccio 50, nel quartiere delle Cure, un piccolo piazzale alberato è stato trasformato in un complesso di palazzine di tre piani più sottotetto. I nuovi edifici sovrastano e tolgono luce e aria ai terratetto e alle villette sul retro. I comitati dei cittadini dell'area fiorentina hanno denunciato la demolizione di alberi e la sostituzione edilizia, che hanno prodotto effetti negativi sulla qualità della vita dei residenti. L'intervento di via Boccaccio è stato proposto nel 2002, ma il progetto è stato approvato con una prima concessione edilizia nel 2003.
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