FIRENZE. Polemica serrata su un caso di discriminazione ai danni di tre studenti serbi che facevano parte di una scolaresca vicentina in gita a Firenze. In fila agli Uffizi, sono stati costretti a pagare 6,5 euro di biglietto a differenza di tutti gli altri 17 compagni per cui era stato previsto, in quanto italiani, l'ingresso gratuito. Immediata, dopo l'accaduto, c'era stata la reazione indignata dell'insegnante di lettere che accompagnava la terza media in questione: «I miei tre allievi, di cui uno appassionato di storia dell'arte, sono stati umiliati, li hanno fatti sentire diversi. Per il ministero dell'Istruzione questi ragazzi sono studenti come gli altri. Per gli Uffizi no. È questa l'accoglienza nel nostro Paese?». La soprintendente del polo museale fiorentino Cristina Acidini, dichiarando l'intenzione di approfondire l'episodio, ha tenuto però anche a sottolineare come il funzionario in servizio alla biglietteria non abbia fatto altro che «applicare una legge dello Stato». Si tratta del decreto ministeriale n. 23906 che riserva la gratuità nei musei statali a tutti i minorenni e over 65, a patto però che si tratti di cittadini dell'Ue: per tutti gli altri, appartenenti alle stesse fasce d'età ma provenienti da Paesi extra-Ue, è invece prevista una semplice riduzione del 50 del biglietto. A stigmatizzare l'accaduto, è intervenuto anche l'assessore all'istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan: «Quanto avvenuto a Firenze è stato una vera e propria discriminazione fra cittadini comunitari ed extracomunitari. Far conoscere il patrimonio plurisecolare dell'Italia e dell'Europa è fondamentale per creare non solo conoscenza teorica, ma anche rispetto e senso di appartenenza: per questo ritengo incredibile il comportamento tenuto dagli Uffizi». E così la Regione leghista si è sentita in dovere di fare la lezioncina alla Toscana... Il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che si era già scusato al telefono con la preside dell'istituto vicentino, ieri ha voluto invitare la stessa classe, vittima di «una vicenda di ordinaria burocrazia folle», per una visita gratuita a Palazzo Vecchio.