12 maggio ore 9:30-13:30 Archivio di Stato di Napoli Negli ultimi 10 anni, si è realizzato in Campania il sogno di Carlo di Borbone, che già nel 1734 aspirava a mettere 'in rete' (diremmo oggi) molte delle strutture culturali del nostro territorio. Nel febbraio 2000, il Progetto "Museo Virtuale di Napoli: Rete dei Musei Napoletani" (ReMuNa), proposto dal Comune di Napoli e realizzato dall'Istituto di Cibernetica "E. Caianiello" del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli, vedeva la luce e oggi, a distanza di 10 anni, i tanti enti, musei, istituti culturali di tutta la Campania che hanno aderito all'iniziativa di campaniabeniculturali.it condividono la particolare infrastruttura di rete telematica e informatica realizzata dall'Istituto di Cibernetica. In questo modo, ciascun ente può organizzare (autonomamente) in maniera semplice, rapida ed efficiente i documenti che vuole mettere in rete a disposizione del pubblico. Come si vede nell'immagine, si sono realizzate le premesse per il più ampio circuito di cooperazione per la promozione e fruizione dei beni culturali oggi esistente a livello nazionale ed europeo. Il circuito comprende due direzioni regionali e di 10 soprintendenze del Ministero per i Beni e le Attività culturali, un consorzio di più di venti comuni dell'Area Vasta di Bari, per un totale di più 100 nodi di gestione di informazioni sui beni culturali. Accanto a ciò l'infrastruttura tecnologica del circuito può essere considerata un "laboratorio aperto" in cui sviluppare e consolidare soluzione aperte di interoperabilità di soluzioni per la pubblicca amministrazione e non solo. Questo pone il CNR all'avanguardia sulla ricerca ed il trasferimento tecnologico dei sistemi documentali distribuiti e cooperanti. Dopo i risultati positivi dei primi cinque anni di lavoro, svolto in collaborazione con le Soprintendenze e gli Istituti del Ministero per i beni e le attività culturali attivi nell'ambito delle provincia di Napoli, sono infatti sorti i progetti "Sistemi Informativi Avanzati per i Beni Culturali". "Circuito Informativo Regionale per la promozione dei Beni Culturali della Campania".Inoltre, le attività si sono estese anche in Puglia e Albania, con le iniziative "Memoria è e Conoscenza (Comune di Bari) e "Cultural Heritage Network" (CCHNET Regione Puglia - Tecnopolis). Il successo di queste iniziative sarà al centro in una giornata, nell'ambito di Maggio dei Monumenti 2010, che intende raccontare le esperienze maturate nel tempo, i problemi incontrati e delineare possibili scenari di sviluppo. Octapy: un brevetto napoletano di successo. E che si paga da solo. Al centro di questo successo, c'è un 'ambiente informatico' chiamato Octapy, realizzato e brevettato dell'Istituto di Cibernetica del CNR: un sistema informativo distribuito e una piattaforma software condivisa tra i vari enti, pensata nella prospettiva del Web Semantico, ovvero di rendere in grado il calcolatore di gestire autonomamente le informazioni in funzione del loro contenuto, creando ex-novo collegamenti e relazioni tra queste. Octapy, è inoltre un prodotto informatico open source (è cioè libero l'accesso ai suoi codici sorgente). Le applicazioni di Octapy, in soli due anni, hanno già consentito di recuperare le risorse investite inizialmente dal Cnr, ossia un milione e mezzo di euro (5 milioni di euro l'investimento totale grazie anche ai fondi messi a disposizione dal Miur). Un esempio, una volta tanto virtuoso e economicamente conveniente, di ricerca pubblica capace di competere sullo stesso piano dei privati. Un sistema che, in sessantadue nodi aggregatori di conoscenza, riesce a condividere finora più di 100mila documenti: la forza di Octapy sta nella possibilità di trasmettere e condividere un documento globale, in maniera unitaria, senza bisogno di segmentare l'informazione in esso contenuta. In più è il sistema stesso che consente di organizzare, nella maniera più opportuna ed agevole, i documenti da condividere tra loro, in maniera tale da ottimizzarne la fruibilità. E un sistema così innovativo da essere stato subito esportato a Bari, che è gemellata con la città albanese di Tirana, con il "Museo Virtuale dell'Identità del Territorio di Terra di Bari", realizzato nel progetto "Memoria è... conoscenza" e nel progetto "Cultural Heritage Network" Regione Puglia e Tecnpolis. Accedendo al sito www.campaniabeniculturali.it si può esplorare buona parte del patrimonio artistico culturale campano, visitando ad esempio le sale del Museo di Capodimonte e le collezioni del Museo Archeologico o sfogliando gli archivi documentali dell'Archivio di Stato come in una sorta di grande museo virtuale, ma non solo. L'utente stesso può scegliere percorsi tematici attraverso i Beni Culturali della regione, seguendo chiavi di lettura originali e inedite, cronologiche, iconografiche, geografiche o basate, ad esempio, sulla materia, la tipologia o la tecnica esecutiva delle opere. Il sistema fornisce al visitatore schede dettagliate con l'ubicazione della struttura e numerosi servizi, dai percorsi intermuseali, per esplorare itinerari tematici trasversali fra gli oggetti dei siti del circuito, a quelli intramuseali, ovvero fra le singole collezioni e sezioni dei musei. Sono previsti anche percorsi per aree urbane. Arte e informatica Idea portante di tutte queste attività è stata lo sviluppo di un sistema organizzato di attività mediante modalità di cooperazione tra soggetti portatori di conoscenze di carattere culturale e saperi di tipo tecnologico, tradizionalmente ritenuti contrapposti. Nell'ultimo ventennio il rapporto tra informatica e telecomunicazioni si è consolidato ed ha ampliato i momenti di sinergia con un proficuo interscambio di metodologie e tecnologie. Oggi è inimmaginabile una qualunque attività che non veda l'utilizzo di sistemi di calcolo e delle reti di telecomunicazione come, ad esempio, la fornitura di servizi via web. Tra i processi utilizzati nel mondo dei beni culturali, ci sono stati quelli di digitalizzazione, virtualizzazione e ipertestualizzazione delle informazioniconoscenze. Sforzo costante dei gruppi di lavoro che hanno cooperato è stato quello di tenere sempre presente la necessità di bilanciare le concrete esigenze di questi due mondi, quello umanistico e quello scientifico, nel concreto svolgersi delle rispettive attività istituzionali. Contatti: dr. Mario Mago Furnari 3355398250 Stefano Pisani 3356323758 Remuna 2000-2010 dieci anni di attività: esperienze e prospettive 12 maggio 2010 ore 9:30-13:30 Archivio di Stato di Napoli Sala Catasti Piazzetta Grande Archivio 5
NAPOLI - ReMuNa 2000-2010 dieci anni di attività
Il Progetto "Museo Virtuale di Napoli: Rete dei Musei Napoletani" (ReMuNa) è stato realizzato dal Comune di Napoli e dall'Istituto di Cibernetica "E. Caianiello" del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli nel 2000. Il progetto ha portato a creare una rete di musei e istituti culturali della Campania che condividono la stessa infrastruttura di rete telematica e informatica. Il sistema, chiamato Octapy, è un prodotto informatico open source che consente di condividere e recuperare le risorse investite inizialmente dal CNR. In due anni, le applicazioni di Octapy hanno recuperato le risorse investite inizialmente dal CNR, ovvero un milione e mezzo di euro.
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