SCIOPERO: domani salterà la prima del balletto "anna karenina". musicisti e impiegati in strada dal teatro a tursi Appello alle imprese private. Calvini (Confindustria): «Richiesta nobile, periodo duro» francesco margioccoANCORA UNO STOP per il Carlo Felice. Dopo lo sciopero di giovedì 6 maggio, che ha fatto annullare il concerto sinfonico diretto dal maestro Jordi Bernacer, salta anche la prima del balletto "Anna Karenina", che era prevista per domani sera. Alle due e mezza di domani pomeriggio un corteo musicale di dipendenti del teatro - impiegati, musicisti, coristi - si muoverà da piazza De Ferrari fino alla sede del Comune di Genova, Palazzo Tursi. Lì i lavoratori del Carlo Felice incontreranno il sindaco. «Marta Vincenzi ci ha già manifestato la sua solidarietà», dice Nicola Lo Gerfo, segretario del Fials-Cisal, il sindacato più rappresentativo all'interno del teatro. «Daremo al sindaco una lettera, che lei si è impegnata a consegnare a Sandro Bondi. Un appello rivolto al ministro dei Beni culturali, affinché ritiri al più presto questo decreto». Alle paure per il decreto Bondi, che prevede fra l'altro la riduzione degli stipendi - in caso di mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro - e il blocco delle assunzioni fino al 2012, si aggiungono le tensioni interne al Carlo Felice. Una crisi nella crisi. «Il teatro deve essere riconsegnato al territorio - dice Lo Gerfo - Deve tornare alla vita normale, con un sovrintendente che possa avviare un dialogo con le imprese private, per trovare i finanziamenti necessari». Al momento, però, la risposta delle imprese private è poco confortante. Giovanni Calvini, leader di Confindustria-Genova: «La richiesta di contribuire al finanziamento del teatro è nobile e condivisibile, ma il momento per le imprese è difficile e la strada è in salita». Il teatro genovese dell'opera è commissariato dall'agosto 2008, il mandato del commissario straordinario, Giuseppe Ferrazza, scade il 31 maggio. Dal primo giugno, quindi, la Fondazione lirica dovrebbe tornare alla normalità, con un nuovo sovrintendente e un nuovo consiglio d'amministrazione. Soprattutto, con nuovi consiglieri provenienti dal mondo delle imprese e disposti a investire nel teatro ingenti somme. Lo stesso Ferrazza ha più volte ricordato che mancano 3 milioni di euro per chiudere il 2010, cui si aggiunge un disavanzo strutturale di 10 milioni che si trascina dagli anni Ottanta. Ma sul nuovo consiglio d'amministrazione circolano per ora soltanto alcuni nomi, come quelli degli imprenditori Riccardo Garrone e Vittorio Malacalza, non confermati. Il Comune assicura che entro la fine del mese avrà i nomi di consiglieri e sovrintendente, insieme a un piano per il rilancio del teatro. In caso contrario, per il Carlo Felice l'unica scelta possibile sarà la proroga del commissariamento.