Varata la terza area con 150 posti barca. Ferrara: "Meglio un porto" La soprintendenza di Palazzo Reale aveva bocciato i pontili galleggianti a causa di un vincolo A tre anni dal decreto sindacale che approvava gli ormeggi mobili, anche il terzo blocco previsto di 150 posti ha avuto lok: andrà dal consolato americano a Mergellina. Ma i pareri degli operatori sono discordi: cè chi sostiene che visivamente sono peggio dei pontili galleggianti bocciati dalla soprintendenza, e chi invece è favorevole a una soluzione "democratica" (lormeggio per tutta la stagione, fino al 31 ottobre, al corpo boa costa tra i 2000 e i 4000 euro) che consente a quasi tutti di realizzare il sogno di una barca ancorata nel centro della città. I campi boa - si chiamano così, non sono altro che dei gavitelli, ganci con corpo morto sottomarino in blocchi di materiale eco-compatibile - della Rotonda Nazario Sauro e di largo Sermoneta sono già avviati e tra un anno scadrà lassegnazione avvenuta attraverso il decreto sindacale che fu firmato in seguito allaccordo tra soprintendenza di Palazzo Reale, Autorità Portuale e Comune. Ha davanti quattro anni di lavoro la "Caracciolo ormeggiatori" rappresentata da Gaetano Pollio, che ha pagato un canone di 14.700 euro per la concessione di uno specchio dacqua di 26 mila metri quadrati. La soprintendenza ha visto impegnati in questi anni il suo capo di allora, Enrico Guglielmo, e due diversi architetti funzionari. La soluzione dei pontili galleggianti fu ritenuta incompatibile con il vincolo del muro borbonico del molo, così si optò per i campi-boa rimovibili, che rendono visibili soltanto le barche. Il terzo cartello di ormeggiatori entra in ritardo per non aver dato sufficienti garanzie. «Sui campi-boa sono tutti daccordo - osserva Paola Bovier della soprintendenza - e lo sono sempre stati, pur avendo previsto parecchie prescrizioni. Dal punto di vista ambientale non danno fastidio, non incidono sul muro vincolato e sono rimovibili». Più che contro il concetto di provvisorietà, che pure fa discutere, insorge Lino Ferrara, presidente di Nauticsud, che invoca un nuovo urbanesimo capace di contemplare bacini portuali per la diportistica, perché no, anche rafforzando i moli di levante, a ridosso del Castel dellOvo. «Quei campi-boa devastano lambiente creando immensi parking di barche. La precarietà a Napoli diventa abitudine: tra un anno se le concessioni non saranno rinnovate gli ormeggiatori magari faranno manifestazioni per impedire agli aliscafi di partire. Castel dellOvo è una provocazione, ma vanno rivisti i piani paesistici al fine di realizzare porti attrezzati che diano lavoro in maniera stabile e permanente». Di diverso avviso Massimo Luise, del molo frangiflutto di Mergellina, di fronte al quale si prolunga il campo-boa degli ormeggiatori Caracciolo in corso di realizzazione. «È una soluzione che dà spazio alle unità medio-piccole che possono così vivere il mare a costi ragionevoli. Siamo favorevoli come a tutto ciò che può contribuire allo sviluppo di un settore che, nonostante la crisi, subisce cali in maniera meno devastante di altri».
NAPOLI - Mergellina si divide sui campi boa
La terza area di ormeggiatori è stata varata a Napoli con 150 posti barca. I pontili galleggianti bocciati dalla soprintendenza di Palazzo Reale sono stati sostituiti da campi-boa, gavitelli con corpo morto sottomarino in blocchi di materiale eco-compatibile. La soluzione è stata approvata dal decreto sindacale e ha richiesto un canone di 14.700 euro per la concessione di uno specchio d'acqua di 26 mila metri quadrati. I campi-boa sono stati avviati e tra un anno scadrà l'assegnazione. La soprintendenza ha visto impegnati in questi anni il suo capo di allora e due architetti funzionari.
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